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Risoluzione su Cuba e sul caso del Dr. Eduardo Cardet

Risoluzione adottata dal Congresso del PPE, St. Julian’s (Malta), 29 - 30 marzo 2017

Il 30 novembre 2016, il Dr. Eduardo Cardet, coordinatore nazionale del Movimento Cristiano di Liberazione (MCL) è stato arrestato al ritorno in patria da un viaggio a Miami, Stati Uniti, dove aveva espresso le proprie opinioni sulla situazione a Cuba dopo la morte di Fidel Castro. Il Dr. Cardet è tuttora detenuto. Il regime cubano persegue il Dr. Cardet per la violenta resistenza associata all’arresto. Amnesty International ha già considerato ufficialmente Cardet un prigioniero di coscienza.

L’MCL è un movimento socio-politico con proposte concrete relative al percorso verso la democrazia che l’isola dovrà seguire. L’ultima iniziativa promossa a Cuba dall’MCL — Un Cubano, un voto — invoca una legge elettorale che garantisca il diritto di tutti i cubani di eleggere ed essere eletti, in modo libero e imparziale. I membri dell’MCL continuano a subire una costante repressione, dal giro di vite di Primavera Negra (Primavera Nera) del 2003 fino alla morte, in circostanze misteriose, del suo fondatore e vincitore del Premio Sakharov, Oswaldo Payá, nel 2012. L’arresto e l’eventuale detenzione del Dr. Eduardo Cardet è un ulteriore segno del fatto che l’MCL resta un attore importante nel processo di transizione pacifica dell’isola.

Gli arresti con motivazioni politiche, come quello del Dr. Eduardo Cardet, sono incompatibili con la coesistenza pacifica nella società cubana. Queste azioni non favoriscono un clima di dialogo nell’ambito dell’accordo di cooperazione previsto tra Unione europea e Cuba.

Il PPE chiede:

1. un richiamo al regime cubano per il rilascio immediato e incondizionato di Eduardo Cardet;

2. un richiamo al regime e alle autorità cubane affinché garantiscano e si assumano la responsabilità del suo stato di salute, in particolare, la fornitura di eventuali cure mediche richieste e la possibilità ai familiari di fargli regolarmente visita in prigione;

3. un richiamo alle autorità affinché cessi il clima di disagio e intimidazione dei membri dell’MCL.