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Verso un pilastro dei diritti sociali – Equità retributiva e giustizia sociale sul posto di lavoro

Risoluzione adottata dal Congresso del PPE, St. Julian’s (Malta), 29 - 30 marzo 2017

Lavoro, carriere e aziende si evolvono. Nuove tecnologie, modelli di produzione innovativi e globalizzazione modificano il nostro tessuto economico, influendo anche sul modo di lavorare. Maggiore flessibilità, diversità e imprenditorialità sui mercati del lavoro del 21° secolo sono propulsori essenziali della crescita economica a lungo termine e dell’aumento di posti di lavoro in questa economia in trasformazione e devono essere abbinati alla sicurezza, per garantire a tutti i cittadini l’accesso a un lavoro dignitoso e a diritti sociali adeguati.

L’Europa necessita di una forza lavoro dinamica, che comprenda giovani e anziani, uomini e donne, per sostenere la competitività e favorire la creazione di posti di lavoro in un’economia globale e digitale. Il protezionismo conduce alla povertà, in ultima analisi i dazi sulle importazioni e le guerre commerciali sono pagate in posti di lavoro e prezzi più alti. Al tempo stesso, le persone vogliono potere utilizzare appieno le opportunità offerte da nuove tecnologie e nuovi modelli produttivi al fine di migliorare le proprie capacità e l’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Simultaneamente, i cambiamenti economici inducono una crescente diversità nei rapporti e nelle forme di impiego. In molte nuove attività, la differenza tra lavoro autonomo e lavoro dipendente ha assunto una connotazione più vaga. Imprenditorialità, modelli produttivi innovativi e trasformazione digitale contribuiscono in maniera crescente al nostro benessere futuro. Dobbiamo garantire che tutti i modelli imprenditoriali contribuiscano anche ai nostri modelli sociali.

Riconosciamo che talvolta maggiore flessibilità e diversità mettono alla prova l’esigenza di sicurezza di dipendenti e datori di lavoro: per i datori di lavoro, la sicurezza di potere contare su dipendenti flessibili per essere competitivi nel mercato mondiale in constante cambiamento; per i dipendenti, un posto di lavoro sicuro, sostegno attivo all’impiego, sicurezza e tutela retributiva, opportunità di sviluppo professionale, formazione continua e un sano equilibrio tra lavoro e vita privata.

Mentre i lavoratori con formazione digitale e quelli altamente qualificati godono di alti livelli di sicurezza del lavoro, alcuni settori e impieghi sono sotto pressione. Al tempo stesso, un numero crescente di persone unisce il lavoro principale a un secondo lavoro dipendente o autonomo, oppure è impegnato involontariamente in forme di impiego non standardizzate o conformi a contratti atipici. Talvolta queste persone si trovano in difficoltà nell’esercitare i propri diritti in ambito lavorativo o nell’accedere a sovvenzionisociali. Ciò riguarda in particolare le donne, che subiscono una differenza retributiva del 18%, una maggiore concentrazione nei lavori part-time e maggiori interruzioni di carriera per ragioni di accudimento.

Il Partito Popolare Europeo ritiene che la competitività dell’economia europea sia essenziale per garantire il futuro dell’Europa. Perciò la competitività economica e il progresso sociale devono essere equilibrati all’interno di un’economia sociale di mercato europea molto competitiva, che ambisce al pieno impiegoe al progresso sociale, oltre che a un livello elevato di tutela e miglioramento della qualità 2

dell’ambiente. Un lavoro di qualità non è soltanto fonte di reddito; è anche motivo di presa di coscienza e di integrazione, nonché una tutela contro la povertà. Un’efficace protezione sociale garantisce che, di fronte alle battute d’arresto, le persone abbiano una posizione di riserva e opportunità concrete di rientrare nel mondo del lavoro. In ultima analisi, ciò è positivo per l’intera economia.

Vogliamo posti di lavoro soddisfacenti, con retribuzioni e condizioni decorose, e accesso a una protezione sociale efficace per tutti i lavoratori.

Di conseguenza, il Partito Popolare Europeo:

  • Accoglie la proposta della Commissione europea per un pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di rafforzare la dimensione sociale dell’UE e stimolare la convergenza; chiede a tutti gli Stati membri, alle parti sociali e agli stakeholder affinché contribuiscano attivamente a plasmare lo sviluppo e l’implementazione di questa iniziativa;

Giusta retribuzione e tutela

  • Evidenzia che qualsiasi lavoro deve essere retribuito in misura adequata e che una protezione sociale adeguata deve estendersi a tutti gli impieghi, indipendentemente dalle forme e dai rapporti occupazionali, incluse attività di lavoro autonomo o tramite piattaforme digitali, al fine di garantire adeguata sicurezza reddituale e tutela;
  • Chiede quindi alla Commissione europea e agli Stati membri di affrontare e contrastare l’abuso dei contratti a zero ore;
  • Chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di aggiornare la legislazione esistente per richiedere a tutte le aziende, incluse le piattaforme digitali e altri intermediari, di riferire qualsiasi attività professionale svolta attraverso le medesime, al fine di garantire adeguata copertura e contributi di previdenza sociale;
  • Chiede quindi alla Commissione europea e agli Stati membri di prevenire e affrontare efficacemente il lavoro non dichiarato e di trasformarlo in lavoro dichiarato, al fine di migliorare le condizioni lavorative e la protezione sociale; accoglie a tale riguardo la Piattaforma europea per contrastare il lavoro non dichiarato al fine di migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra ispettorati nazionali;

Sostegno delle persone in difficoltà

  • Sottolinea la necessità di un’ampia rete di protezione per le persone che vivono con pensioni minime o sono disoccupate, al fine di garantire sviluppo personale, esistenza indipendente e previdenza sociale e, in ultima analisi, vantaggi per l’intera economia; chiede quindi agli Stati membri di aiutare le persone in difficoltà e di fornire loro una protezione sociale adeguata;

Mobilità occupazionale libera ed equa

  • Sostiene la liberà di movimento nell’Unione europea come fonte di prosperità e creazione di posti di lavoro; chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di stimolare la libertà di movimento e aumentare il pubblico sostegno;
  • Chiede quindi alla Commissione europea e agli Stati membri di garantire appieno la conservazione e la portabilità dei diritti sociali accumulati in diverse attività durante la carriera di una persona, anche in altri Stati membri, al fine di aumentare le opportunità di impiego e mobilità occupazionale, favorire le transizioni professionale e migliorare la sicurezza della carriera;
  • Chiede quindi l’applicazione di uguali norme retributive a parità di lavoro svolto nello stesso luogo, indipendentemente dal sesso e dalla nazionalità;

Miglioramento dell’equilibrio tra lavoro e vita privata

  • Chiede alla Commissione europea e agli Stati membri di presentare proposte di legge relative a orari di lavoro flessibili e congedi, anche in altri Stati membri, al fine di conciliare meglio lavoro e vita privata e potere disporre di adeguata tutela e congedi per accudire i familiari;
  • Chiede alle parti sociali di sviluppare opzioni volte a evitare disponibilità permanente ed esaurimento consentendo la flessibilità;

Stimolo al dialogo sociale

  • Sottolinea che il dialogo sociale è essenziale al fine di bilanciare competitività ed equità; invita quindi la Commissione europea, gli Stati membri e le parti sociali a stimolare ulteriormente il dialogo sociale al fine sia di sviluppare un nuovo “contratto sociale” a prova di futuro accettato da tutte le parti sociali, sia di preparare il futuro dell’economia sociale di mercato europea.