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Colmare il divario dell’IVA

Risoluzione adottata al Congresso del PPE, Zagabria (Croazia), 20-21 novembre 2019

Riconosciuto che:

  1. il divario dell’IVA rappresenta la differenza tra il gettito dell’IVA atteso e l’importo effettivamente riscosso e fornisce una stima della perdita di gettito dovuta alla frode fiscale e all’evasione fiscale;
  2. il divario dell’IVA a livello UE si attesta oggi a 137 miliardi di euro, ovvero a 267 euro di mancati introiti per ogni cittadino UE;
  3. i divari dell’IVA stimati per gli Stati membri vanno da meno dello 0,7 % del Lussemburgo al 35,5 % della Romania;
  4. il divario dell’IVA è aumentato in tre Stati membri, ovvero in Germania, Grecia e Lettonia.

Preso atto che:

  1. continuano a verificarsi casi endemici di “frode carosello” in cui gli operatori non versano alle autorità fiscali l’IVA che ricevono dai propri clienti, i quali richiedono la detrazione fiscale per le fatture valide che hanno ricevuto per i servizi forniti dagli operatori, mentre i prodotti vengono acquistati e quindi rivenduti senza che sia versata alle autorità alcuna quota di IVA;
  2. la direttiva (UE) 2018/2057 del Consiglio mira a combattere le frodi carosello attraverso una deroga all’applicazione delle norme standard in materia di IVA, il meccanismo generalizzato di inversione contabile;
  3. la direttiva scadrà il 30 giugno 2022;
  4. la raccolta dei dati è di fondamentale importanza per affrontare questi temi nel lungo termine;
  5. nel Regno Unito, l’HMRC (Her Majesty’s Revenue and Customs, agenzia delle entrate fiscali e doganali) ha introdotto l’iniziativa “Making Tax Digital for VAT” (Digitalizzare l’IVA), che comporterà in definitiva il passaggio dei contribuenti britannici a un sistema di tassazione completamente digitale;

Il PPE invita:

  1. gli Stati membri a continuare a investire su una riscossione dei tributi basata sulla tecnologia e a richiedere che tutte le dichiarazioni IVA siano inviate elettronicamente;
  2. le autorità fiscali degli Stati membri ad agevolare l’integrazione delle dichiarazioni IVA con sistemi di vendita e registratori di cassa aziendali che consentano l’invio diretto di dati alle autorità.
  3. gli Stati membri a sostenersi a vicenda nel loro impegno a livello nazionale per colmare il divario dell’IVA.