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Manifesto del PPE

“Apriamo insieme un nuovo capitolo per l’Europa”

(The English version should be used as reference for its correct wording.)

  1. La nostra visione

L’Europa si trova a un bivio storico: alle prossime elezioni europee i cittadini dell’Unione potranno scegliere se plasmare tutti insieme un futuro luminoso o guardare indietro, paralizzati dalla rabbia. Noi del PPE vogliamo un futuro luminoso perché conosciamo il passato e intendiamo farne tesoro. Siamo fieri degli obiettivi raggiunti dai nostri Padri Fondatori europei e vogliamo rafforzarli ulteriormente.

Secondo i nostri Padri Fondatori, senza la volontà di dialogare e di superare gli egoismi nazionali, l’Europa sarebbe stata condannata a una guerra senza fine. Avevano compreso che, senza la determinazione a impegnarsi per la nostra libertà e i nostri valori, l’Europa sarebbe rimasta per sempre divisa tra est e ovest. Proprio come avevano fatto ai loro tempi i nostri Padri Fondatori, la nostra generazione ha ora il compito di dimostrare il coraggio e la volontà di superare le sfide odierne.

Nel XXI secolo il nostro mondo è diventato meno sicuro. Stiamo affrontando nuove minacce, che vanno da potenze autoritarie come la Russia e la Cina alla pressione demografica in Africa e all’instabilità nel nostro vicinato, che spinge verso una migrazione incontrollata. Il cambiamento climatico minaccia il nostro benessere e la nostra prosperità. I terroristi stanno cercando di distruggere le nostre società libere. Siamo sfidati da populisti e demagoghi che predicano l’egoismo e il nazionalismo, da una sinistra che è rimasta ancorata al passato e dalla miopia dei Verdi, che respinge categoricamente il commercio, ostacola la crescita economica e non riesce a garantire l’inclusione di ampi segmenti delle nostre società.

Noi del PPE vogliamo raccogliere queste sfide perché, insieme, siamo convinti di poterle superare. Siamo convinti di poter creare un nuovo spirito comunitario in grado di proteggere e rinnovare la nostra Europa. La nostra è un’Europa ottimista, un’Europa che crede nei risultati che possiamo ottenere lavorando insieme.

Insieme, faremo in modo che l’Europa sia un posto più sicuro, che protegga i nostri cittadini dalle minacce esterne e dagli eccessi della globalizzazione. Insieme, possiamo far sì che l’Europa preservi il nostro stile di vita unico e i nostri valori europei, perché i cittadini non perdano il loro senso comune di appartenenza. L’Europa può assumere un ruolo di guida nell’innovazione e in un cambiamento tecnologico che porti a miglioramenti concreti nella vita delle persone e infonda ottimismo per il futuro. Insieme, possiamo consentire alle persone di prendere in mano il proprio destino ed essere padroni del proprio futuro. Insieme, noi europei possiamo portare avanti e migliorare il lavoro dei nostri Padri Fondatori. Se restiamo insieme oggi, garantiremo alla nostra Europa un futuro migliore.

 

  1. Un’Europa che protegge i suoi cittadini

Gli eventi degli ultimi anni ci hanno dimostrato che gli stati nazione, da soli, non sono più in grado di offrire una protezione completa ed efficace ai propri cittadini. Solo lavorando insieme potremo fermare la migrazione illegale, combattere il terrorismo e il crimine organizzato, affrontare le nuove minacce militari, plasmare la globalizzazione e lottare contro il cambiamento climatico. Insieme, i paesi europei possono garantire una maggiore sicurezza. È per questo che vogliamo unire le nostre forze in Europa e offrire la migliore protezione possibile ai nostri cittadini. La nostra è un’Europa che protegge i propri cittadini dalle minacce del XXI secolo.

Proteggeremo le frontiere dell’Europa dall’immigrazione illegale

Proteggere efficacemente le frontiere esterne dell’Europa è un presupposto indispensabile per offrire sicurezza ai nostri cittadini e rafforzare la fiducia nella nostra Unione. È anche un presupposto indispensabile per la libera circolazione all’interno dell’Area Schengen. È per questo che faremo in modo che nessuno possa entrare nel territorio dell’Unione europea all’insaputa delle nostre autorità e senza il loro esplicito consenso. Allo stesso tempo, ci assumiamo la responsabilità cristiana e umanitaria di aiutare le persone che hanno bisogno e di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d’origine.

i.     Doteremo la guardia di frontiera e costiera europea di 10.000 nuovi agenti, delle tecnologie più avanzate, inclusi i droni, e di un diritto di intervento diretto lungo tutte le nostre frontiere esterne, in modo da fermare definitivamente le ciniche attività dei trafficanti di esseri umani e dei passatori.

ii.     Negozieremo accordi per la protezione delle frontiere con i paesi del Nord Africa e li aiuteremo a istituire corpi di guardia costiera forti e centri di accoglienza al fine di impedire le partenze dei migranti dalle coste del Mediterraneo, che ne mettono a rischio la vita. Ci baseremo sul successo dell’accordo UE-Turchia, che ha ridotto del 96% gli arrivi illegali in Grecia, per raggiungere risultati ancora migliori nel futuro.

iii.     Creeremo con l’Africa un vero e proprio piano Marshall, promuovendo gli investimenti privati e stimolando la crescita economica in questo continente vicino a noi per dare una possibilità ai giovani africani. Se i giovani hanno delle buone prospettive nel proprio paese, infatti, non sentiranno più la necessità di abbandonarlo.

iv.     Ci adopereremo perché si giunga a una decisione circa un elenco comune europeo di paesi di origine sicuri.

Combatteremo il terrorismo e il crimine organizzato

Oggi il crimine e il terrorismo non si fermano di fronte ai confini nazionali. Per raggiungere migliori risultati insieme, ci affidiamo alle forze di polizia, di sicurezza e di intelligence di tutta Europa. Unendo le capacità di queste forze potremo sconfiggere i terroristi e i criminali.

i.     Collegheremo ulteriormente tra loro tutte le banche dati europee per la sicurezza perché le informazioni sui criminali di cui la polizia dispone non vadano perse una volta varcate le nostre frontiere.

ii.     Consentiremo a forze di polizia sotto copertura di ispezionare veicoli e passeggeri sospetti presso tutte le frontiere interne, trasformando di fatto le frontiere interne dell’Unione in una ulteriore livello di sicurezza per i nostri cittadini.

iii.     Potenzieremo la cooperazione dei nostri servizi di intelligence interni ed esterni per garantire un migliore scambio di informazioni su terroristi, potenziali criminali e altre persone radicalizzate, in patria o all’estero, che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dei nostri cittadini.

Proteggeremo i nostri cittadini con una più forte difesa

Di fronte alla guerra ibrida mossa dalla Russia, alle nuove ambizioni militari della Cina e all’instabilità nel nostro vicinato, l’Europa deve sempre più prendere in mano la propria sicurezza militare. La messa in discussione del partenariato transatlantico da parte del Presidente degli Stati Uniti Trump, inoltre, è un ulteriore fattore di insicurezza. Dobbiamo essere in grado di proteggerci dalle minacce del XXI secolo.

i.     Entro due anni, istituiremo una brigata europea contro i crimini cibernetici per difendere l’Europa dagli attacchi informatici, come quelli che hanno colpito l’Estonia nel 2007, il Parlamento tedesco nel 2015 o molti stati europei nel 2017 con il ransomware WannaCry.

ii.     Uniremo le risorse et le capacità di ricerca nazionali per sviluppare un drone europeo e far sì che i principali sistemi di combattimento del futuro possano essere ancora prodotti in Europa.

iii.     Insieme, possiamo fare di più con le stesse risorse: unendo le capacità militari degli stati membri dell’UE, entro il 2030 creeremo una vera e propria capacità di difesa, non per sostituire gli eserciti nazionali ma per ravvicinare ulteriormente le nostre forze armate e rafforzarle, senza però pregiudicare i caratteri specifici delle politiche di sicurezza e difesa di taluni Stati membri.

iv.     Resteremo fedeli ai nostri impegni nei confronti della NATO e faremo tutto il possibile per tutelarla e rafforzarla ulteriormente. L’ulteriore integrazione della difesa europea dovrà quindi avvenire in stretta cooperazione con la NATO e con i nostri alleati americani, perché un’Europa più forte possa assumere un ruolo più determinante per la nostra sicurezza transatlantica comune.

Difenderemo il nostro modello sociale europeo in un mondo globalizzato

Siamo orgogliosi del nostro modello sociale europeo, unico nel suo genere, che permette a tutti di usufruire della copertura sanitaria e di servizi pubblici di alta qualità, che garantisce diritti ai lavoratori ed equilibrio tra interessi sociali e forze di mercato. Vogliamo portare nel XXI secolo il nostro modello europeo dell’economia sociale di mercato.

i.     Lottiamo per garantire pari opportunità alle donne nel mercato del lavoro e per assicurare a uomini e donne parità di retribuzione per lo stesso lavoro. Crediamo che, offrendo a genitori e prestatori di assistenza maggiori possibilità di scelta per decidere quale equilibrio trovare tra il loro lavoro e le loro responsabilità assistenziali, potremo finalmente garantire maggiore equità a uomini e donne e un maggiore benessere alle famiglie.

ii.     Aumenteremo significativamente il Fondo europeo per la transizione per aiutare chi ha perso il lavoro a seguito dei mutamenti strutturali dovuti alla digitalizzazione e alla globalizzazione. Lavorando a stretto contatto con sindacati e industrie, ridurremo l’impatto della globalizzazione sui lavoratori più vulnerabili e ci assicureremo che nessuno sia lasciato indietro.

iii.     Attraverso una maggiore difesa commerciale e un sistematico monitoraggio degli investimenti esteri potremo proteggere l’impiego dei nostri lavoratori altamente qualificati dal dumping, dalla delocalizzazione e dalla svendita del capitale tecnologico.

Combatteremo il cambiamento climatico

Solo intensificando il nostro impegno contro il cambiamento climatico e riducendo l’impatto ambientale e climatico della nostra economia potremo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un pianeta pulito. È per questo che continuiamo a difendere l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, basato su prove scientifiche, e rimaniamo il leader mondiale nella lotta al cambiamento climatico. Dobbiamo conciliare la protezione dell’ambiente e della biodiversità con un’economia dinamica. Si tratta non soltanto di avere una politica economica orientata al futuro, che permetta all’Europa di mantenere la leadership nel settore dell’innovazione delle tecnologie pulite di domani, ma anche di avere una politica che possa giovare all’intero pianeta. L’Europa può essere in prima linea per un mondo migliore e più pulito e mostrare con grande concretezza agli altri paesi che cos’è la sostenibilità.

i.     Garantiremo un prezzo effettivo del CO2 grazie a un efficiente sistema di scambio delle quote di emissione e a ulteriori incentivi atti a ridurre le emissioni nelle nostre industrie e nel settore energetico.

ii.     Sosterremo l’innovazione e gli investimenti in tutte le soluzioni tecnologiche per una mobilità a bassa emissione di carbonio. Tutte le forme di trasporto devono contribuire alla riduzione dei gas a effetto serra. I veicoli a guida autonoma e le soluzioni di mobilità connessa contribuiranno ulteriormente alla diminuzione delle emissioni dei trasporti e alla creazione di standard europei di ricarica, permettendo così all’UE di essere uno dei leader mondiali nel settore dell’e-mobility.

iii.     Creeremo una vera Unione dell’energia, in cui l’elettricità e il gas possano attraversare le frontiere senza alcun ostacolo, al fine di ridurre il costo della vita per i nostri cittadini, sostenere una diffusione economicamente efficiente delle energie rinnovabili e garantire che nessuna potenza esterna possa danneggiare la sicurezza energetica dell’Europa.

 

  1. Un’Europa che tutela il nostro stile di vita

Ciò che rende l’Europa unica al mondo è il nostro ricco patrimonio culturale, la nostra storia condivisa e le nostre comuni radici giudaico-cristiane. In Europa una grande diversità si combina con valori solidi e condivisi. Qui il nostro stile di vita ha trovato il giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà, sicurezza e libertà, tolleranza e tradizioni. L’Islam radicale, le minacce terroristiche e le tendenze autoritarie che provengono dalla Russia e dalla Turchia sono tutti elementi che scuotono le fondamenta del nostro stile di vita europeo. Oggi più che mai dobbiamo proteggere, per il bene di tutti i nostri cittadini, la nostra identità europea condivisa e il nostro stile di vita europeo.

Tuteleremo la nostra ricchezza e diversità culturale

Dal periodo greco-romano all’Illuminismo, passando per il Medioevo e il Rinascimento, la civiltà europea si è sedimentatasulle caratteristiche specifiche di ogni suo paese: il nostro ricco patrimonio culturale e linguistico ha dato vita ed al tempo stesso si è sviluppato attraverso il prisma delle arti, delle scienze, delle letterature, della religione e del territorio. In Europa sappiamo che la nostra diversità ci rende più forti, ed è per questo che intendiamo tutelarla. Difendiamo la diversità culturale e le tradizioni europee: nessuno degli imperi, delle monarchie assolute o dei regimi totalitari del passato ha mai protetto la ricchezza e la sovranità di ogni regione e di ogni nazione come lo sta facendo oggi l’Unione europea. Solo un’Europa democratica che operi unita può difendere e preservare la nostra diversità culturale. Rimarremo fedeli al nostro stile di vita europeo all’interno di un’Europa forte.

Salvaguarderemo la nostra democrazia e i nostri valori europei

Nonostante l’Europa sia variegata e ricca di sfumature, tutti noi abbiamo qualcosa in comune: in ogni città e in ogni paese troveremo una chiesa cristiana. Tutti noi celebriamo feste quali il Natale, la Pasqua e la Pentecoste. Dobbiamo proteggere il nostro stile di vita europeo tutelando i nostri principi fondamentali e i nostri valori cristiani. La democrazia, i diritti umani, la dignità umana, la libertà e la responsabilità, l’uguaglianza fra uomini e donne, la solidarietà, lo Stato di diritto, la giustizia, il pluralismo e la tolleranza sono i principi cardine della civiltà europea. Tuteleremo le tradizioni e le credenze che ci accomunano e sosterremo la democrazia e lo Stato di diritto. Lotteremo con determinazione contro l’intolleranza, l’antisemitismo e ogni genere di razzismo.

i.     Combatteremo contro le fake news e garantiremo l’accesso ad un’informazione di qualità. Si calcola che esistano fino a 90 milioni di falsi account di Facebook che incitano all’odio e diffondono notizie false. Vogliamo che i social media si assumano maggiori responsabilità nella lotta alla disinformazione e che contribuiscano maggiormente alla verifica dei fatti, in collaborazione con le associazioni di giornalisti. L’incapacità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso rappresenta uno dei principali pericoli per la nostra democrazia e per la stabilità delle nostre comunità.

ii.     Vareremo un patto contro l’antisemitismo combattendo l’incitamento all’odio e stabilendo una definizione europea comune di antisemitismo, basata su quella della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che dovrà essere adottata da tutti gli Stati membri. Questa definizione dovrà essere utilizzata nel settore dell’istruzione e della formazione, nonchè dalle forze dell’ordine per identificare e indagare sugli attacchi antisemiti con maggiore efficienza ed efficacia.

 

Ci prenderemo cura delle nostre famiglie

Le nostre famiglie sono le nostre radici, le nostre case, le nostre reti di sicurezza e il punto focale delle nostre identità europee. Sono la colonna portante del nostro stile di vita europeo. I legami familiari sono le basi su cui si fonda la nostra comunità ed è nostra intenzione tutelarli. In questi tempi di cambiamenti demografici vogliamo rafforzare le famiglie e la solidarietà intergenerazionale. Durante le crisi, i genitori, i nonni e i giovani europei si sono sostenuti a vicenda.

i.     Difenderemo gli standard sociali europei e miglioreremo il tenore di vita delle famiglie per dare loro maggiori opportunità: troppo spesso, infatti, la precarietà del lavoro, l’impossibilità di permettersi una casa e l’incertezza sul futuro impediscono ai giovani europei di mettere su famiglia. In Europa solo una coppia su tre ha dei figli: noi vogliamo, invece, che sia un luogo sicuro in cui le famiglie possano crescere.

ii.     Creeremo opportunità per i giovani, per permettere alle famiglie di rimanere unite. Talvolta gli europei, per trovare migliori opportunità, non hanno altra scelta che lasciarsi alle spalle il proprio paese e i propri affetti. In Europa nessuna famiglia dovrebbe essere costretta a separarsi: dobbiamo fermare la fuga dei cervelli offrendo opportunità in ogni regione grazie alla nostra politica di coesione.

iii.     Proteggeremo i valori della famiglia e rispetteremo il principio di sussidiarietà. Il diritto di famiglia deve rimanere nelle mani degli Stati membri, perché la vita familiare deve essere sostenuta al livello più prossimo a quello dei cittadini.

iv.     Combatteremo le minacce per la salute e le sfide rappresentate dall’invecchiamento della popolazione, dalla resistenza agli antimicrobici e dalle malattie croniche e infettive. Supporteremo l’innovazione e gli investimenti nel settore della salute, per assicurare una vita migliore alle nostre famiglie. Svilupperemo la silver economy per promuovere un invecchiamento attivo. Oltre il 40% degli europei ha più di 50 anni. Sebbene l’invecchiamento della società rappresenti una sfida, noi vi vediamo anche un’opportunità. Gli anziani plasmano sempre più la nostra economia e creano impresa al punto che, ogni anno, a loro si devono circa 70 milioni di posti di lavoro. Vogliamo creare condizioni che permettano agli anziani di realizzarsi.

v.     Sosteniamo un maggior impegno civico nei progetti locali per stimolare una maggiore comunità d’intenti. Nel contesto di una solitudine cronica ormai molto diffusa e dovuta alla rottura o al cambiamento dei legami tradizionali, dobbiamo impegnarci per creare un senso di appartenenza autentico e sostenibile, in linea con i nostri valori cristiano-democratici.

 

Miglioreremo la nostra capacità di integrazione

L’Europa è una comunità di valori. Se da una parte devono essere rispettati i diritti e le credenze di tutti, dall’altra parte è giusto e ragionevole aspettarsi che ogni persona presente sul territorio dell’Unione europea rispetti i valori, le tradizioni e gli obblighi su cui l’Unione è stata costruita. Nelle nostre società non c’è spazio per l’odio, l’intolleranza, la misoginia, il razzismo, l’antisemitismo e l’odio nei confronti del paese d’origine di un’altra persona. Se vogliamo aiutare i bisognosi, una politica di integrazione efficace e solida va di pari passo con un’efficace politica di rimpatrio.

i.     Miglioreremo l’integrazione delle persone cui sia stato riconosciuto lo stato di rifugiato. Vogliamo assicurarci che le persone che sono venute legalmente a vivere in Europa diventino membri pienamente integrati della nostra comunità. Per evitare che si creino società parallele, abbiamo bisogno di una solida politica di integrazione ed è per questo che, in virtù del principio di sussidiarietà, sosterremo gli Stati membri nei loro sforzi e nella condivisione delle migliori pratiche in materia di politica di integrazione. Combatteremo con determinazione le società parallele e la mancanza di rispetto nei confronti di qualsiasi membro delle nostre società.

ii.     Riformeremo il sistema comune europeo di asilo. Solo con una politica d’asilo coerente, semplificata e condivisa tra gli Stati UE, infatti, potremo garantire un trattamento tempestivo delle domande d’asilo e ridurre i fattori di spinta risultanti dalle differenze legislative nei vari Stati membri. Stabiliremo un sistema europeo per i mandati di rimpatrio che garantisca il rimpatrio nei rispettivi paesi d’origine dei richiedenti asilo respinti. Vogliamo integrare la catena di gestione della migrazione tra i vari Stati membri per prevenire efficacemente il cosiddetto “shopping delle richieste di asilo ”.

iii.     Aumenteremo i finanziamenti europei per i rimpatri nell’ambito del Fondo Asilo e migrazione. Ogni anno, solo il 40% dei migranti irregolari cui è stato ordinato di lasciare l’UE è effettivamente rimpatriato, volontariamente o forzatamente. Aumentando i finanziamenti, garantiremo il rimpatrio nei rispettivi paesi d’origine delle persone che non soddisfano i requisiti per la protezione. I visti UE e gli aiuti allo sviluppo saranno subordinati alla cooperazione con l’UE nell’ambito della migrazione. Accelereremo il rimpatrio sistematico delle persone che non soddisfano i requisiti per la protezione negando i visti UE ai cittadini dei paesi terzi che rifiutano di riaccogliere i migranti irregolari.

Difenderemo la responsabilità dell’Europa nel mondo L’UE è il primo fornitore di aiuti allo sviluppo e assistenza umanitaria e, in quanto tale, deve continuare a essere leader nella lotta alla povertà e negli sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile a livello mondiale.  Il potenziale del Piano per gli investimenti esterni e della Nuova alleanza Africa-Europa dev’essere sfruttato appieno per creare posti di lavoro e crescita laddove più sono necessari, per favorire gli investimenti e l’imprenditoria e affrontare così le cause della migrazione illegale. Utilizzando il nuovo strumento per i finanziamenti esterni come mezzo solido e flessibile per lo sviluppo, continueremo a garantire collaborazione e solidarietà ai paesi del continente africano, perché possano proseguire sulla strada di un’economia più avanzata e di una democrazia più solida e offrire un futuro più luminoso alle loro giovani generazioni, affinché possano uscire dalla povertà e preparare l’Africa alle sfide del XXI secolo.

Miglioreremo la nostra capacità di agire

I nostri valori europei condivisi orientano le nostre politiche e mantengono l’equilibrio all’interno della nostra Unione. Se l’Europa vuole essere una forza politica efficace, deve creare partenariati forti con i nostri vicini e avvicinarsi ai paesi che condividono la nostra prospettiva europea:

i.     Intendiamo sostenere la concreta prospettiva europea dei Balcani occidentali e aiutare i paesi di questa regione a essere più prosperi, a fronte del rispetto degli standard europei e dei progressi nei settori dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione. La prospettiva europea non si fonda solo su proposte astratte ma, al contrario, si basa su progetti concreti. Vogliamo collegare strade e ferrovie, costruire un’infrastruttura energetica comune, ridurre i costi del roaming e le tariffe alle frontiere. Non possiamo lasciare i Balcani occidentali alle influenze autoritarie della Russia, dei paesi del Golfo, della Turchia e della Cina.

ii.     Fermeremo i negoziati per l’adesione della Turchia. L’Europa e la Turchia dovrebbero concentrarsi sul partenariato e la collaborazione in settori specifici, di cui la stretta collaborazione economica e l’accordo UE-Turchia sui rifugiati sono fulgidi esempi, ma la Turchia si sta allontanando sempre più dai valori europei. L’adesione all’UE non è quindi un’opzione per la Turchia e i negoziati devono essere fermati.

 

  1. Un’Europa che offre opportunità

Insieme, siamo riusciti a fare grandi cose in Europa. Negli ultimi anni la ripresa economica ha raggiunto milioni di famiglie e la disoccupazione è scesa ai livelli più bassi dal 2009, in parte grazie alle politiche del PPE e dei governi che appartengono alla nostra famiglia politica. Nonostante ciò, molti Europei faticano ancora a trovare opportunità di lavoro. È inaccettabile continuare a percorrere questa china: l’Europa non può permettersi di perdere i propri talenti e il proprio futuro. Dobbiamo fare in modo che tutti si sentano inclusi. Vogliamo aprire un nuovo capitolo per l’Europa investendo nel grande potenziale dei nostri cittadini grazie a una strategia basata su tre pilastri: l’economia sociale di mercato, le innovazioni orientate alla persona e il mantenimento della competitività di tutte le regioni.

Creeremo un’economia dinamica in grado di creare 5 milioni di nuovi posti di lavoro

Crediamo che l’economia sociale di mercato sia il miglior sistema economico per il XXI secolo. Il nostro modello europeo, a differenza del comunismo di Stato cinese, permette alle persone di prendere le proprie decisioni e, a differenza del capitalismo americano, offre a tutti opportunità e protezione sociale. Per una società che tuteli ogni suo membro e garantisca sicurezza e opportunità, abbiamo bisogno di un’economia forte. Per noi l’economia è uno strumento, non la padrona di casa. La nostra prosperità è creata dagli imprenditori al timone delle piccole e medie imprese. Sono loro, per noi, gli eroi dell’economia europea. Alle PMI, infatti, si deve il 67% dei posti di lavoro nel settore privato. Negli ultimi 10 anni abbiamo contribuito a creare milioni di nuovi posti di lavoro in Europa. Con l’aiuto del Piano di investimenti per l’Europa, il “Piano Juncker”, abbiamo mobilitato investimenti pubblici e privati mediante una garanzia europea, il che ha sostenuto la creazione di oltre 750.000 posti di lavoro e aiutato 850.000 PMI in tutta Europa a beneficiare di un migliore accesso ai finanziamenti. Vogliamo continuare su questa strada e creare le giuste condizioni per generare almeno 5 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi anni, in particolar modo per le giovani generazioni. Possiamo farlo aprendo nuovi mercati in Europa e attivandoci su nuovi mercati nel resto del mondo, aiutando le nostre PMI a crescere e ad assumere nuovi lavoratori e definendo una nuova politica industriale per il XXI secolo.

i.     Apriremo un nuovo capitolo per il Mercato unico europeo al fine di creare nuove opportunità di mercato. Per farlo, applicheremo le norme esistenti e apriremo nuovi settori, specialmente nell’ambito dell’economia digitale e dell’economia circolare.

ii.     Negozieremo ulteriori e nuovi accordi commerciali liberi ed equi e porteremo avanti i colloqui in corso con il Mercosur, l’Australia e la Nuova Zelanda per creare altri posti di lavoro rispetto ai 36 milioni già oggi supportati dal commercio in Europa, il tutto difendendo i nostri elevati standard e impedendo pratiche commerciali sleali. Riteniamo di doverci impegnare ad avviare dei negoziati per un accordo commerciale con gli Stati Uniti senza abbassare i nostri standard.

iii.     Riaccenderemo lo spirito imprenditoriale e aiuteremo le PMI a raggiungere il loro pieno potenziale facilitandone l’accesso ai finanziamenti, offrendo regimi speciali di finanziamento per i giovani imprenditori, sostenendo la digitalizzazione e incentivando l’innovazione per promuovere il progresso e creare nuovi mercati.

iv.     Daremo vita a una politica europea industriale e della concorrenza lungimirante, che porterà alla nascita di campioni mondiali in Europa in grado di sfidare la concorrenza cinese e statunitense e che proteggerà al tempo stesso settori europei di importanza strategica dalle pratiche sleali.

v.     Promuoveremo un’industria europea più forte, innovativa e competitiva, proteggendo al tempo stesso la salute pubblica e l’ambiente. Ci assicureremo che i diritti dei consumatori non siano compromessi e che i cittadini ricevano informazioni affidabili e scientificamente provate sull’impatto dei nuovi servizi e dei nuovi prodotti.

vi.     Promuoveremo un’economia più sostenibile e circolare per l’Europa, aumentando il riciclo, il riutilizzo e le riparazioni. Ciò stimolerà la sostenibilità ambientale e sociale e permetterà di creare modelli d’impresa nuovi e innovativi in Europa.

vii.     Insieme, applicheremo le norme economiche europee in vigore in materia di finanze pubbliche degli Stati membri per garantire a tutti i cittadini la stabilità finanziaria, per proteggere i loro risparmi e le loro pensioni dalle crisi economiche causate da politiche avventate e per dare alle società prospettive stabili per il futuro. Le decisioni a livello nazionale richiedono responsabilità a livello nazionale. Ciò vale soprattutto per il debito pubblico.

viii.     Rafforzeremo gli strumenti europei a nostra disposizione per fronteggiare gli shock economici. Trasformeremo il meccanismo europeo di stabilità in un fondo monetario europeo pienamente articolato che stimoli la crescita, crei opportunità di lavoro e ci assicuri l’indipendenza dalle decisioni prese negli Stati Uniti. Completeremo l’unione bancaria con un sistema di garanzia dei depositi, a condizione che i rischi nel sistema bancario europeo siano stati significativamente ridotti, al fine di tutelare i risparmi dei cittadini e rafforzare gli strumenti necessari a stimolare gli investimenti durante le inversioni congiunturali.

Miglioreremo il tenore di vita di ogni regione

Senza una solida rete tra le regioni, il potenziale europeo andrebbe sprecato. Crediamo che un mondo del lavoro prospero richieda collegamenti e mobilità di buona qualità tra le regioni europee. La fuga dei cervelli dovuta all’assenza di opportunità economiche è una seria minaccia per il futuro e la felicità delle persone. Dobbiamo completare le infrastrutture stradali e ferroviarie e cogliere le possibilità che ci offre il futuro investendo nelle più moderne infrastrutture digitali. Ci impegniamo a colmare il divario tra le regioni e tra le città e le zone rurali con l’aiuto di una forte politica di coesione.

i.     Stimoleremo gli investimenti nelle infrastrutture ferroviarie, stradali e digitali per rendere competitive tutte le regioni. Il nostro obiettivo consiste nel combattere la fuga dei cervelli offrendo ai nostri cittadini di qualsiasi regione un migliore accesso ai mercati e ai posti di lavoro, grazie all’accesso a internet ad alta velocità e ai principali supercomputer in tutte le regioni europee.

ii.     Supporteremo l’arrivo della telemedicina nelle comunità rurali, perché riteniamo che tutti i cittadini debbano avere accesso alle cure dei migliori medici.

iii.     Investiremo nelle tecnologie per sostenere lo sviluppo di città e paesi “smart” per aumentare la qualità della vita in ogni area del continente.

iv.     Aiuteremo gli Stati membri a migliorare l’alfabetizzazione e le competenze digitali dei loro cittadini.

Creeremo nuove opportunità per i giovani

Per noi non esistono contraddizioni tra l’essere orgogliosi della propria regione, del proprio paese e della nostra comune Unione europea. È per questo che, pur creando maggiori opportunità per i nostri cittadini, e in particolare per i giovani, per tutelarne lo stile di vita nelle loro comunità d’origine e garantire loro lavori di qualità, riteniamo che sia essenziale aiutarli a esplorare il nostro continente e scoprire idee e opportunità che potranno aiutarli in futuro ad avere successo.

i.     Estenderemo i programmi Erasmus a tutti, in special modo ai giovani che non sono iscritti a un’università. Il programma Erasmus è stato un enorme successo che possiamo riprodurre in altri settori, quali la formazione professionale e le scuole.

ii.     Estenderemo il programma di Interrail DiscoverEU a tutti i 18enni. Tutto ciò permetterà a una nuova generazione di scoprire l’Europa e di creare relazioni importanti nel continente.

Difenderemo agricoltori forti che producono alimenti sani

Gli alimenti prodotti dagli agricoltori europei sono primi al mondo per qualità. Gli agricoltori europei tutelano i nostri paesaggi rurali e tengono unite le nostre comunità rurali. Siamo orgogliosi delle nostre ricche tradizioni e di avere prodotti che vantano standard e qualità superiori a quelli di qualsiasi altro continente. Per noi la politica agricola deve far sì che i nostri bambini possano continuare a mangiare prodotti coltivati in Europa nel rispetto delle nostre tradizioni e dei nostri standard. I nostri prodotti agricoli di alta qualità sono richiesti in ogni parte del mondo. Siamo decisi ad aiutare le nostre zone rurali a continuare a prosperare e a crescere. Per fare questo, avremo bisogno di una politica agricola comune (PAC) strategica, ben finanziata e che guardi al futuro, adeguata al XXI secolo. Molte delle piccole e medie aziende agricole a conduzione familiare in Europa sono sottoposte a forti pressioni e fanno fatica a mantenere sostenibile e competitiva la propria produzione. Possiamo aiutarle ad affrontare queste sfide con un sostegno mirato e una PAC moderna.

i.     Modernizzeremo la politica agricola comune, rendendola più equa, sostenibile e orientata ai risultati, nel rispetto della sussidiarietà, delle condizioni locali e delle regole comuni europee. La PAC dev’essere concepita in modo da aiutare le aziende agricole a conduzione familiare ad affrontare la globalizzazione, il cambiamento climatico e le sfide della sicurezza alimentare. Deve anche fornire ulteriori incentivi per i giovani agricoltori e le agricoltrici e tutelare così il futuro delle nostre zone rurali.

ii.     Diminuiremo la burocrazia per gli agricoltori introducendo un maggior numero di soluzioni digitali e semplificando le procedure amministrative. Dobbiamo lasciare che gli agricoltori svolgano il proprio lavoro, ovvero permettere loro di produrre il nostro cibo senza essere bloccati dalla burocrazia.

iii.     Difenderemo i nostri standard per l’agricoltura, la pesca e la qualità alimentare e, al contempo, difenderemo la nostra salute contro i rischi rappresentati da prodotti d’importazione di qualità inferiore. Ci impegniamo a difendere i nostri elevati standard e a lottare contro le pratiche sleali nei negoziati commerciali per mantenere la competitività del nostro settore agricolo e permettere ai clienti europei di continuare a beneficiare degli standard migliori al mondo. Non accetteremo l’esistenza in Europa di una doppia qualità alimentare. Non possono esistere cittadini di seconda classe.

Riconosceremo il potenziale dell’intelligenza artificiale e della robotica

Nei principali poli europei sono attive oltre 830.000 start-up che danno lavoro a circa 5 milioni di persone. L’innovazione è nel DNA dell’Europa. Crediamo che l’Europa abbia le potenzialità per cogliere le opportunità delle prossime evoluzioni del mondo digitale e assumere un ruolo di guida nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica, della biomedicina, dei big data e dell’ingegneria della mobilità. Abbiamo l’obbligo di farlo, se vogliamo rimanere competitivi, prosperi e influenti nel mondo. Dobbiamo ritrovare la nostra sete di nuove scoperte tecnologiche sulla base dei veri punti di forza dell’Europa, ovvero i valori umani fondamentali e le scienze di base, per continuare ad affrontare e superare nuove sfide e creare benessere con innovazioni orientate alla persona. Crediamo che non sia la tecnologia digitale a plasmare le persone ma che, al contrario, siano le persone a plasmare e a dover controllare la rivoluzione digitale.

i.     Aumenteremo i nostri investimenti nell’intelligenza artificiale e nella robotica per garantire all’UE un ruolo di leader del settore e permetterle di essere un continente prospero e competitivo a livello mondiale, il tutto plasmando le innovazioni nel pieno rispetto dei nostri valori europei.

ii.     Creeremo un nuovo Istituto universitario europeo 4.0 che unirà le più recenti scoperte nel campo dell’innovazione tecnologica, la filosofia e l’etica per promuovere le innovazioni orientate al fattore umano, che mettano le persone al primo posto.

iii.     Investiremo in programmi di apprendimento permanente e sosterremo lo sviluppo dell’istruzione e di sistemi per l’ acquisizione di competenze adatte al futuro e che stimolino le possibilità di occupazione, in stretta collaborazione con gli Stati membri.

Miglioreremo le vite delle persone avviando un’offensiva dell’innovazione

Vogliamo mettere le persone al centro del processo di innovazione: è questa la nostra filosofia per il futuro. Troppi cittadini temono i cambiamenti tecnologici e dobbiamo rassicurarli facendo loro capire che ne beneficeremo tutti e che le vite di noi tutti risulteranno migliori e più sane. Unendo valori e innovazione possiamo plasmare il futuro del nostro stile di vita europeo e creare posti di lavoro. L’Europa ha un vantaggio competitivo da sfruttare contro i progressi della Cina e degli Stati Uniti: i nostri valori comuni, l’economia sociale di mercato e la stabilità politica. Mettere i cittadini al centro delle nostre politiche per l’innovazione significa condividere le nostre risorse per trovare cure a malattie che colpiscono numerose famiglie e migliorare così la vita dei nostri cittadini. In qualità di leader nei settori dell’intelligenza artificiale, della biomedicina, della robotica, dei big data e dell’ingegneria della mobilità, potremo identificare i grandi progetti europei di innovazione e dedicare fondi comuni alla ricerca di soluzioni a vantaggio di tutti. Per farlo, creeremo una vera Unione europea dell’innovazione che migliorerà la vita delle persone e rimarrà competitiva a livello mondiale. Creeremo, per esempio, un piano generale europeo per condividere le nostre risorse comuni e i nostri dati per trovare una cura per il cancro. Aumenteremo i fondi e rafforzeremo il Consiglio europeo per l’innovazione al fine di offrire un migliore sostegno agli innovatori e gli imprenditori che lavorano su innovazioni rivoluzionarie e ad alto rischio, così da permettere la creazione di nuovi mercati.

 

  1. Un’Europa che fa crescere i suoi cittadini

Vogliamo un’Europa in cui tutti i nostri cittadini possano prosperare. Ciò non significa semplicemente uscire tutti insieme dalla crisi economica, avere un lavoro e sentirsi al sicuro. Significa anche sentirsi coinvolti, sentirsi a casa, sentire di possedere gli strumenti per affrontare un futuro plasmato da una rivoluzione digitale in continua accelerazione. Significa essere coinvolti politicamente e sentirsi realmente rappresentati dalle nostre istituzioni e dai nostri leader democraticamente eletti. Significa essere in grado di avere accesso alle opportunità. Significa, infine, avere una speranza comune in un futuro per cui ci sentiamo pronti. Costruiremo un’Europa che permetta ai nostri giovani, alle nostre famiglie, alle nostre imprese e ai nostri cittadini di ogni età e provenienza geografica di avere successo in un mondo in rapido cambiamento.

Promuoveremo la democrazia parlamentare

Crediamo che la democrazia europea possa fare ulteriori passi avanti ed essere più vicina ai cittadini: una democrazia più responsabile, più comprensibile e con la quale sia più semplice relazionarsi. È per questa ragione che l’Unione europea deve diventare una democrazia parlamentare pienamente sviluppata. Ciò contribuirà a colmare il divario tra ciò che i rappresentanti europei fanno a Bruxelles e Strasburgo e la sensazione di disimpegno provata da molti dei nostri cittadini. Dobbiamo aumentare l’impegno democratico in Europa.

i.     Chiediamo che il Parlamento europeo abbia il diritto d’iniziativa legislativa. Come qualsiasi altro parlamento al mondo, anche il Parlamento europeo deve avere il potere di presentare delle leggi su cui successivamente deciderà. Farlo darà maggiori poteri ai cittadini, dando un mandato più forte ai loro rappresentanti direttamente eletti.

ii.     Dobbiamo aumentare il coinvolgimento dei parlamenti nazionali e regionali nell’attività legislativa e di vigilanza, nel rispetto del principio di sussidiarietà, in modo che le decisioni siano prese al livello più vicino possibile ai cittadini. Ciò implica rafforzare, nei rispettivi ambiti, il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali.

iii.     Crediamo che qualsiasi futuro presidente della Commissione europea debba essere prima stato il candidato capolista del suo partito europeo. I candidati dovrebbero difendere il proprio programma per l’Europa e spiegare la propria posizione, permettendo così ai cittadini di capirla e, in ultima analisi, di chiedere conto ai loro leader eletti. La scelta sul futuro orientamento del nostro continente dev’essere nelle mani dei cittadini.

Avremo un ruolo più forte sulla scena mondiale

L’Europa ha l’opportunità e la responsabilità di parlare con una voce unica e forte sulla scena mondiale per difendere valori europei quali la democrazia e i diritti umani, rafforzare partenariati essenziali e affrontare le principali sfide e minacce che interessano il nostro vicinato o altre aree del mondo. Dobbiamo intensificare i nostri sforzi, difendere i nostri interessi e prendere sul serio le nostre responsabilità globali. Abbiamo un ruolo importante da giocare.

i.     Siamo a favore di un voto a maggioranza qualificata in materia di politica estera. Un singolo Stato membro non dovrebbe poter paralizzare l’intera Unione europea. Dobbiamo poter agire con decisione sulla scena mondiale nel pieno rispetto dei nostri valori.

ii.     Trarremo il massimo dalla decisione britannica di lasciare l’UE e ci impegniamo a continuare a mantenere una stretta collaborazione con il Regno Unito. È tuttavia chiaro che il Regno Unito, in quanto paese terzo, non potrà più godere degli stessi vantaggi riservati agli Stati membri. Noi europei non permetteremo che si facciano scelte à la carte. L’integrità della nostra Unione, comprese le sue quattro libertà fondamentali, deve essere tutelata.

iii.     Investiremo in un vicinato europeo stabile e prospero. In un mondo interdipendente, sappiamo bene che il nostro successo è strettamente collegato al successo dei paesi e delle regioni che ci circondano. Il nostro obiettivo consiste nell’esportare la stabilità e creare una cintura di prosperità e sicurezza attorno a noi.

Assicureremo una tassazione equa per tutti

Crediamo che tutti debbano contribuire per la propria parte all’Europa di cui tutti beneficiamo. Le grandi società non devono ottenere vantaggi fiscali o approfittare di scappatoie che non sono accessibili a tutti. La corruzione deve essere individuata e repressa, tanto in Europa come nel resto del mondo, per tutelare l’equità e la trasparenza dei regimi fiscali europei. Lotteremo per un’equa distribuzione fiscale nell’era digitale.

i.     Introdurremo una tassa digitale equa: i giganti del digitale devono pagare un equo contributo per finanziare le nostre infrastrutture digitali e i futuri investimenti in Europa.

ii.     Lavoreremo a stretto contatto con le istituzioni europee, gli Stati membri, i nostri partner nel mondo e organizzazioni internazionali come l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per assumere un ruolo da leader nella lotta all’evasione fiscale e ai paradisi fiscali. Vogliamo garantire a tutti gli Stati membri trasparenza ed equità.

Ridurremo la burocrazia

Riteniamo che ogni euro speso a livello europeo debba migliorare la vita delle persone, portare benessere e sicurezza. Ridurre del 30% la burocrazia per le imprese, in special modo per le PMI, e abrogare regolamentazioni non necessarie consentirà una crescita maggiore e più sostenibile.

i.     Taglieremo la burocrazia per le PMI, anche attraverso l’uso di strumenti digitali e simulazioni in grado di alleggerire le nostre piccole e medie imprese da obblighi di informazione onerosi e non necessari.

ii.     Abrogheremo 1.000 norme e regolamenti obsoleti per eliminare le inefficienze e ottimizzare le nostre capacità produttive.

iii.     Modernizzeremo la nostra legislazione per essere pronti ad affrontare i cambiamenti tecnologici e fornire un quadro giuridico solido e funzionante alle società che operano in Europa.

 

  1. Apriamo il prossimo capitolo per l’Europa

Le prossime elezioni europee rappresenteranno un momento decisivo per il nostro continente. Sta a noi, i cittadini dell’Europa del XXI secolo, dare forma al nostro futuro di fronte a un numero di sfide senza precedenti. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di un’Europa che agisca per i suoi cittadini.

Dopo anni di crisi, abbiamo bisogno di aprire un nuovo capitolo, con nuove idee per una nuova era. L’ultima Commissione europea, guidata da Jean-Claude Juncker, il Consiglio a guida Donald Tusk e il Parlamento europeo presieduto da Antonio Tajani sono riusciti a tenere insieme l’Unione in un momento difficile, a fronteggiare la tempesta della Brexit e a riportare stabilità e crescita. Sappiamo bene che oggi l’Unione europea è lungi dall’essere perfetta. Dobbiamo costruire sulle fondamenta dell’ottimo lavoro svolto dai leader del PPE negli ultimi cinque anni per sviluppare la nostra visione per un’Europa migliore.

Ecco che cosa vogliamo: l’Europa deve diventare meno burocratica. A questo scopo, è necessario prima di tutto ascoltare la voce dei cittadini europei e prendere sul serio ciò che hanno da dire. L’UE deve diventare anche più democratica. Ciò significa che la persona a capo della più alta istituzione dell’UE, il Presidente della Commissione, dev’essere una figuradeterminata dai cittadini nell’ambito delle elezioni del Parlamento europeo. Soprattutto, abbiamo bisogno di un’Europa in grado di proteggere efficacemente i propri cittadini. Abbiamo bisogno di un’Europa che assicuri prosperità e posti di lavoro. Abbiamo bisogno di un’Europa che protegga l’ambiente. Abbiamo bisogno, infine, di un’Europa che difenda i nostri valori e i nostri interessi nel mondo. Possiamo raggiungere tutti questi obiettivi solo attraverso la collaborazione, il compromesso e il rispetto reciproco. E possiamo raggiungerli solo se restiamo uniti. Manfred Weber incarna la nostra strategia politica lungimirante. È un autentico costruttore di ponti, che non solo tiene unita l’Europa, ma porta anche l’Europa verso ii suoi cittadini. Lotta per un’Europa forte, sicura e ambiziosa. Aprirà un nuovo capitolo per l’Europa: Manfred Weber deve diventare il prossimo Presidente della Commissione europea.