About us

Our Commitments

Parties & Partners

News

Structure

Network

Internal Organization

People

Events

Stay In Touch

Job Opportunities & Traineeship

Programma d’Azione del PPE 2014 – 2019

Programma d’Azione del PPE 2014 - 2019

INTRODUZIONE

Come vogliamo vivere

Vogliamo un futuro migliore per l’Europa e i suoi cittadini. Siamo determinati a guidare l’Europa fuori dalla crisi. Vogliamo che le nostre economie tornino alla crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro. I giovani dovrebbero guardare al futuro con fiducia. Tutti i nostri cittadini devono godere di quel senso di sicurezza permanente che l’Europa è in grado di assicurare, in tutti gli aspetti della loro vita. Vogliamo vivere liberi e con dignità. Non vogliamo contrarre debiti che i nostri figli saranno poi costretti a pagare. Questa è la ragione per cui possiamo spendere solo il denaro e utilizzare solo le risorse di cui disponiamo.

Il nostro pianeta, la nostra libertà, le nostre risorse: se vogliamo che tutto questo continui a esistere, dobbiamo prendercene cura. Se vogliamo che i nostri figli e le generazioni future vivano in un mondo sano, che siano liberi e felici, dobbiamo prendere oggi le decisioni giuste. Dobbiamo dare una nuova importanza alla solidarietà. Abbiamo bisogno di finanze pubbliche equilibrate e dobbiamo modernizzare le nostre economie, investire in conoscenza e innovazione e rafforzare la governance economica europea. Centrare questi obiettivi dipenderà non solo dalle nostre capacità individuali, ma anche da come sapremo organizzarci: all’interno delle nostre comunità, delle nostre regioni, dei nostri stati e di tutta l’Unione Europea.  Molte normative a livello nazionale e regionale derivano da normative formulate a livello europeo. La nostra vita di tutti i giorni e il nostro futuro sono influenzati dalle decisioni prese dal Parlamento Europeo.

L’esito delle prossime elezioni europee che si terranno quest’anno nel mese di maggio determinerà la direzione delle politiche comunitarie in un ampio spettro di questioni importanti, che a loro volta avranno un impatto significativo sulla vita di oltre 500 milioni di cittadini europei.

Queste elezioni devono essere viste come un’opportunità per aprire un dibattito realmente europeo su tematiche europee, un’opportunità per riflettere sul nostro futuro a lungo termine. Il successo del progetto europeo è giunto a uno snodo cruciale. L’Unione Europea è la soluzione alla crisi, non la causa.

È questa la ragione per cui è così importante operare la scelta giusta nelle elezioni europee del 2014. Il Partito Popolare Europeo darà valore al vostro voto.

Comunità di valori

L’Unione Europea è una comunità di valori e una comunità di normative. È fondata sulla ricca cultura e sulla lunga storia dell’Europa che hanno aiutato la nostra famiglia politica a sviluppare i suoi valori e principi fondamentali: libertà, responsabilità, giustizia, rispetto per la dignità della vita dell’uomo in ogni fase della sua esistenza, solidarietà come base della coesione sociale, della diversità culturale e linguistica e della sussidiarietà, che assicura che le decisioni politiche si prendano restando il più vicino possibile ai cittadini.  Sosteniamo l’uguaglianza tra donne e uomini, la famiglia, la separazione dei poteri, la democrazia e lo stato di diritto. La Piattaforma del PPE, che abbiamo adottato nel 2012 riflette i nostri valori, le nostre priorità e le principali linee politiche.

La libertà di religione, incluso il diritto alla conversione o di non appartenere a nessuna religione, è un diritto umano fondamentale. Riconosciamo le radici greco-romane e giudaico-cristiane della nostra civiltà, nonché l’Illuminismo come fonte di ispirazione.

L’Unione Europea di cui abbiamo bisogno

La crisi finanziaria ed economica ha colpito tutti gli Europei. È stata causata da svariati fattori, incluso l’eccessivo indebitamente pubblico e privato, la mancanza di competitività in alcuni Stati Membri, una regolamentazione fallace dei mercati finanziari e l’insufficiente livello d’integrazione nell’Eurozona. Per molti cittadini, tutto ciò ha causato grandi difficoltà, che dobbiamo impegnarci a superare insieme.

Il Partito Popolare Europeo è sempre stato una forza trainante in materia di integrazione Europea. Ha contribuito alla caduta del Regime comunista, accolto nuovi Stati Membri e patrocinato un’unione sempre più coesa. Nel corso degli anni, è diventato la famiglia politica più grande d’Europa e oggi i suoi partiti membri fanno parte dei governi della maggior parte degli stati dell’Unione Europea.  In questa crisi, il PPE è il partito del governo responsabile.

Altri parlano di diritti e giustizia sociale, ma non dicono nulla su come questi debbano essere portati avanti e salvaguardati. Siamo gli unici sostenitori di una crescita autentica, sostanziale e duratura, resa possibile da una visione e da una strategia chiaramente definite e da riforme graduali dell’economia che senza intaccare la coesione sociale incoraggino le aziende a investire e gli individui a porsi nelle condizioni di essere felici e studiare, lavorare e consumare potendo contare su una qualità di vita elevata, sana e sostenibile. Ci opponiamo alle azioni poco lungimiranti proposte dai socialisti, quali l’irresponsabile stampa di cartamoneta. Noi cerchiamo risposte sostenibili e di lungo periodo e respingiamo le false “soluzioni” di impronta populista.

Nel 2009 e nel 2010, i partiti del PPE al governo hanno reagito tempestivamente e in modo decisivo al fine di evitare all’Europa di precipitare nell’abisso. Nel 2011 e nel 2012, abbiamo mantenuto la coesione dell’Eurozona. Abbiamo definito l’ordine del giorno in materia di riforma dell’economia e di risanamento intelligente dei conti pubblici in tutti gli Stati Membri. Ora stiamo esaminando i cambiamenti fondamentali necessari a riformare la stessa Unione Europea in modo da metterla nella condizione di affrontare le sfide future con fiducia e di garantire un futuro migliore ai nostri cittadini. La difesa e la sostenibilità dell’Eurozona sono di fondamentale importanza anche per quei paesi che non hanno adottato l’Euro come loro moneta.

È tempo di affermare nuovamente i valori dell’Economia Sociale di Mercato. Ciò richiede di equilibrare i principi di libertà e di solidarietà, unitamente alla necessità di promuovere i mercati liberi e il bene comune.

L’Europa e i suoi cittadini

Per prima cosa, al fine di agire al meglio negli interessi di tutti gli Europei, abbiamo bisogno di un’Unione Europea più forte. La condivisione della stessa moneta nell’Eurozona richiede un più stretto coordinamento in termini di strategie economiche e di bilancio a livello nazionale. Un’Unione Europea forte è anche un fattore chiave per la realizzazione di una politica di successo in materia di sicurezza, in grado di proteggere i nostri cittadini a casa loro e i nostri interessi nel mondo. Soprattutto, un’Unione Europea forte è la risposta migliore alle sfide del 21o secolo. Di conseguenza, l’Unione Europea deve diventare una vera Unione Politica.

L’Unione Europea riguarda tutti noi. Dobbiamo preservare le diversità, le tradizioni e il patrimonio culturale che ci contraddistinguono ed esserne orgogliosi. Il rispetto delle diversità costituisce da sempre un elemento essenziale del successo dell’Europa. Non tutti i problemi politici devono essere risolti a livello europeo. Abbiamo bisogno di un minor numero di normative e, anzi, di una nuova enfasi su implementazione e controllo. I parlamenti e i governi nelle nostre regioni e nelle nostre nazioni restano di vitale importanza per il nostro futuro. Se da una parte in alcuni settori una maggiore responsabilità deve essere trasferita dagli Stati Membri all’Unione Europea, dall’altra l’Unione Europea deve necessariamente diventare più trasparente e democratica. Non c’è futuro per l’Unione senza il coinvolgimento dei suoi cittadini. L’Unione stessa deve essere alla portata dei cittadini, comprensibile e semplice. I Parlamenti nazionali devono assumere un ruolo più proattivo ed essere maggiormente coinvolti nei processi decisionali europei nel quadro delle disposizioni costituzionali nazionali. Siamo consapevoli del fatto che l’unità all’interno degli stati è essenziale per l’Unione Europea.

Per la prima volta, il Parlamento Europeo eleggerà il Presidente della Commissione Europea a seguito della proposta presentata dal Consiglio Europeo, l’istituzione composta dai capi di Stato e di governo. Questa proposta prenderà in considerazione il risultato delle elezioni europee e seguirà le consultazioni con il Parlamento Europeo. Ciò farà sì che, per la prima volta, saranno i cittadini a influenzare direttamente la scelta di chi dovrà essere il Presidente dell’organo esecutivo dell’Unione Europea grazie ai loro voti, come accade per i governi a livello nazionale.

Per poter dare forma al futuro è di fondamentale importanza ricordare il passato. Esattamente cento anni fa, si spensero le luci su tutta l’Europa. Il 1914 segnò l’inizio della guerra più devastante che l’Europa abbia mai conosciuto, costata milioni di vite e causa della distruzione del futuro di un’intera generazione. Settantacinque anni fa, il mondo è stato nuovamente dato alle fiamme. Oggi simili catastrofi sembrano impensabili in Europa. E questo perché abbiamo condiviso le nostre forze, il potere politico, la ricchezza e la conoscenza in decenni di sempre più stretta integrazione europea. Sostituire la legge del più forte con lo stato di diritto attraverso istituzioni comuni e procedure democratiche promuovendo il metodo comunitario, che ci ha consentito di garantire che i forti siano giusti e i deboli siano al sicuro. Questi sono risultati che appartengono a tutti noi e non dovremmo consentire a noi stessi di dimenticarcene. Siamo orgogliosi del fatto che l’Europa abbia ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2012.

L’Europa sta attraversando la crisi da oltre cinque anni. Molte persone, soprattutto i giovani, non intravedono un futuro positivo. L’euroscetticismo è in crescita. Non mancano, tuttavia, motivi di ottimismo. Questa non è la prima crisi che supereremo. Se ci muoviamo insieme e prendiamo oggi le decisioni giuste, l’Europa può rinascere dalla crisi più forte e più prospera di prima.

La nostra idea di Europa migliore

L’Europa ha fatto molta strada. Il Partito Popolare Europeo ha contribuito più di ogni altra forza politica europea allo sviluppo dell’Unione Europea. I padri fondatori dell’Europa unita erano democratici cristiani. Negli ultimi Cinquant’anni, gli uomini e le donne del Partito Popolare Europeo sono stati in prima linea nel miglioramento e successivamente nell’allargamento dell’Unione, così come nell’introduzione dell’Euro. Tutto ciò ci ha consentito di vivere in pace, sicurezza e crescente prosperità per oltre cinque decenni. Mentre altri parlavano, noi abbiamo agito.

Vogliamo un’Europa migliore. L’Unione Europea deve diventare più forte, più semplice e più democratica. Questi obiettivi in nessun modo sono in contraddizione tra loro. Di fatto si rafforzano l’uno con l’altro. Al fine di fare progressi in questo senso, è imperativo che le istituzioni dell’Unione Europea lavorino meglio insieme e si avvicinino ai cittadini. Molto può essere fatto nell’ambito del quadro normativo esistente.

Un’Unione più forte: Nessun paese sarà in grado di far fronte alle sfide del 21o secolo da solo. O diventiamo più forti insieme, o più deboli stando isolati. Questo vale per la politica estera e della difesa, per le politiche di controllo climatico ed energetiche e, forse sopra ogni cosa, per le politiche fiscali, economiche e sociali. Di conseguenza, in termini di strategie, i nostri Stati Membri devono potenziare la loro cooperazione e agire insieme. Devono inoltre sviluppare mezzi per rendere i propri meccanismi decisionali più efficienti. Per il Consiglio, ciò significa consentire che un maggior numero di decisioni siano prese dalla maggioranza qualificata in materia di politica estera e giustizia e affari interni. Il Consiglio dovrebbe essere riformato e trasformato in una formazione centrale che prende provvedimenti di tipo legislativo dietro i suggerimenti dei vari Consigli dei Ministri. Ciò potrebbe comportare una minore prodigalità normativa e legislativa in futuro.

La Commissione Europea manterrà il principio di un Commissario per ciascun paese. Se avremo successo nella riduzione del numero dei portafogli della Commissione, la struttura di comitato del Parlamento Europeo dovrebbe corrispondere a questi portafogli.  Il Parlamento dovrà monitorare quei portafogli molto più da vicino.

Istituzioni più snelle, procedure più semplici: L’Unione Europea deve attivarsi maggiormente su quegli argomenti strategici che vengono affrontati al meglio a livello di Unione Europea, mentre dovrebbe dedicare meno energie a quelli che vengono meglio affrontati a livello nazionale, regionale o locale. Deve essere più grande sulle questioni maggiori e più piccola sulle questioni minori. Ciò si accorda con l’enfasi che la nostra famiglia politica pone sulla sussidiarietà: affrontare ogni questione il più vicino possibile ai cittadini. La Commissione dovrebbe svolgere un ruolo di guardiano al fine di evitare eccessiva regolamentazione e centralizzazione. Dovrebbe muoversi allo scopo di ridurre il numero di proposte legislative.

Più democrazia: In futuro, dovrà esserci maggiore chiarezza sul fatto che sono i cittadini a controllare il modo in cui funzionano le istituzioni europee, piuttosto che essere le istituzioni stesse a controllare le vite dei cittadini. Ciò significa che le elezioni al Parlamento Europeo devono trasformarsi, con maggiore chiarezza rispetto al passato, in competizioni tra alternative politiche distinte, nonché tra i leader che rappresentano tali alternative. Le elezioni al Parlamento Europeo devono diventare, di fatto, elezioni per il posto di Presidente della Commissione. Una volta che gli elettori avranno compiuto la propria scelta, le istituzioni comunitarie dovranno assumersi la responsabilità politica delle decisioni prese davanti ai cittadini.

DALLA RIFORMA ALLA CRESCITA E AI POSTI DI LAVORO

L’Unione Europea è l’economia più grande del mondo. Possediamo un’abbondanza di risorse economiche e culturali e abbiamo la responsabilità di utilizzarle al fine di mantenere la leadership in campo economico e politico.

Se da una parte l’Europa vede presentarsi grandi possibilità, dall’altra si trova ad affrontare sfide importanti. Ci sono moltissimi motivi di ottimismo in questo nuovo orizzonte politico, ma è anche necessario avere la volontà di compiere adeguamenti, cambiamenti, riforme ed innovazioni. Possiamo uscire dalla crisi con i nostri valori europei intatti se non rafforzati. Per restare un attore internazionale forte e competitivo, con la capacità di creare posti di lavoro e di assicurare ricchezza ai nostri cittadini, dobbiamo da un lato portare a termine riforme, dall’altro effettuare investimenti sostenibili e mirati.

La creazione delle giuste condizioni per la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro in Europa sono l’obiettivo politico centrale del PPE per i prossimi cinque anni. A tale scopo, dobbiamo rendere le nostre economie più forti e le nostre industrie più competitive e resilienti. Vogliamo creare un futuro migliore con nuove opportunità per tutti i cittadini europei, soprattutto per i giovani. Siamo impegnati nel raggiungimento di tale obiettivo mettendo in pratica i principi dell’Economia Sociale di Mercato, nella quale la competitività e la libertà imprenditoriale vanno di pari passo con giustizia sociale e sostenibilità. Crediamo che l’Economia Sociale di Mercato sia il modello migliore, in grado di consentire a ogni individuo di esprimere il suo potenziale massimo facendo allo stesso tempo progredire la solidarietà e il bene comune. Ciò significa inoltre i politici hanno la responsabilità di definire norme adeguate per governare e regolamentare i mercati.

Riforme in materia economica per maggiore occupazione

Oggi le riforme sono necessarie al fine di assicurare che esistano le condizioni adatte per la creazione di nuovi posti di lavoro e garantire la sostenibilità dei nostri sistemi previdenziali. Come hanno dimostrato molti paesi europei, l’implementazione precoce di riforme volte a realizzare economie moderne, innovative e competitive, predispone alla creazione di economie dinamiche e a nuovi posti di lavoro. Le riforme possono ristabilire la tanto necessaria credibilità fiscale e offrire la base per la crescita e la creazione di posti di lavoro.

È adesso il momento di riforme che consentano la creazione di nuovi posti di lavoro e la crescita sostenibile. Se tarderemo a fare le riforme, anche la crescita subirà ritardi; se la crescita subirà ritardi, il sistema previdenziale, uno dei principali pilastri del modello europeo dell’Economia Sociale di Mercato, sarà compromesso. Tali riforme dovranno includere miglioramenti in materia di sanità pubblica, sistemi pensionistici, mercati del lavoro e istruzione. Il dialogo sociale è un prerequisito per il successo dell’implementazione di riforme onnicomprensive e giuste.

L’avanzamento verso il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020 circa la crescita del tasso di occupazione e la riduzione della povertà attualmente è insoddisfacente. Di conseguenza, il processo Europa 2020 deve essere potenziato.

Poiché l’economia deve sostenere lo sviluppo degli uomini, delle riforme orientate al mercato sia a livello nazionale sia a livello europeo, volte a migliorare la performance economica dell’Europa e a completare il Mercato Interno, sono di fondamentale importanza per promuovere la competitività e attirare investitori privati e per rafforzare la nostra economia. Il livello degli investimenti privati nell’Unione Europea è crollato di 350 miliardi di euro all’anno dall’inizio della crisi. La creazione delle giuste condizioni per riportare nell’Unione Europea gli investimenti agli stessi livelli, se non più alti, del periodo precedente alla crisi, sarà una delle sfide più importanti per gli anni a venire. Le riforme strutturali sono fondamentali ai fini del miglioramento delle condizioni favorevoli agli investimenti, dell’attrazione di capitali privati e della creazione delle condizioni giuste per la crescita in Europa. Sono altresì necessarie per affrontare le sfide strutturali del futuro, quali i mutamenti demografici a cui l’Europa sa di dover fronte nei prossimi anni. La competitività, la concentrazione sull’istruzione e un nuovo spirito industriale e imprenditoriale sono condizioni preliminari alla prosperità, in un quadro in cui economie in salute e competitive attirano investitori e creano posti di lavoro di alta qualità in Europa. Il mercato interno dovrebbe essere potenziato incoraggiando le economie a sostenere maggiore flessibilità del mercato del lavoro e maggiore mobilità dei lavoratori.  Per diventare una società basata sulla conoscenza dobbiamo migliorare il coordinamento tra i nostri sistemi di istruzione e l’occupazione, rafforzare i legami tra istruzione e industria, introdurre laddove possibile l’istruzione professionale duale e riconoscere il valore dell’esperienza educativa informale. Dobbiamo anche stimolare l’imprenditorialità mediante lo snellimento della burocrazia e la riforma dei sistemi di tassazione. Ciò porterà alla crescita senza aggiungere nulla alla spesa pubblica.

Livelli elevati di disoccupazione, in modo particolare di disoccupazione giovanile, costituiscono una minaccia alla coesione sociale e all’integrazione europea. Minano l’obiettivo della crescita sostenibile e della competitività, privando l’Unione Europea di prezioso know-how e importanti opportunità di innovazione e risorse umane. I mercati del lavoro hanno necessità di riforme, in modo da garantire posti di lavoro dignitosi per un maggior numero di persone. La crescita senza creazione di posti di lavoro non è un’opzione percorribile per l’Europa.

  • In materia di occupazione, promuoveremo politiche onnicomprensive e attive. In materia di istruzione, vogliamo sistemi innovativi e qualifiche migliori per i nostri cittadini, così come sistemi di formazione moderni e permanenti, al fine di fornire accesso a posti di lavoro di alta qualità in grado di soddisfare le necessità dei nuovi modelli produttivi.
  • Dovrebbe essere incoraggiata la mobilità dei lavoratori, in modo da consentire a tutti i cittadini di beneficiare del più ampio mercato del lavoro del mondo. Tutte le barriere ancora esistenti che limitano la mobilità dei lavoratori in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea devono essere abbattute, nel rispetto degli standard sociali a livello nazionale e nella battaglia per una convergenza sociale verso l’alto tra gli Stati Membri dell’Unione Europea. Poiché le competenze linguistiche rappresentano spesso un ostacolo cruciale alla mobilità dei lavoratori sul territorio europeo, le politiche di rafforzamento della formazione linguistica a scuola e sul lavoro dovrebbero essere prioritarie.
  • Vogliamo un coordinamento migliore a livello europeo nel fornire ai disoccupati mezzi rilevanti e accessibili di formazione e ricerca di occupazione, in modo tale da consentire loro di trarre beneficio dalla mobilità dei lavoratori in Europa.
  • Valuteremo la fattibilità dell’implementazione di misure di successo a livello nazionale per la lotta alla disoccupazione giovanile, come l’istruzione professionale duale, le opportunità di lavoro flessibile e i contratti di apprendistato o tirocinio, al fine di valutare come possano essere applicate al meglio da altri Stati Membri dell’Unione Europea.
  • Sosteniamo un programma di mobilità per giovani imprenditori, basato sul modello del progetto Erasmus. Grazie a questo programma, potrebbero essere organizzati 10.000 scambi all’anno, che permetterebbero ad una nuova generazione di imprenditori di beneficiare del Mercato Interno.
  • Sosteniamo misure volte a promuovere l’imprenditorialità a livello di Unione Europea e di Stati Membri, come incoraggiare gli Stati Membri a inserire la formazione imprenditoriale nei programmi di studio e potenziare gli elementi imprenditoriali nel sistema di garanzia per i giovani con lo scopo di promuovere l’imprenditorialità e l’attività professionale autonoma tra i giovani.
  • Abbiamo come obiettivo l’aumento dell’occupazione femminile, non solo per esprimere nei fatti il valore che noi accordiamo all’uguaglianza tra uomini e donne, ma anche per contribuire al generale sviluppo economico e sociale.
  • Incoraggiamo l’implementazione di misure proattive il cui obiettivo specifico sia il pieno inserimento delle giovani donne nel mercato del lavoro. Tale tipo di misura deve necessariamente essere spalleggiato da una forte volontà politica di riconciliare il lavoro con la vita familiare, promuovere la diversificazione delle carriere allo scopo di contrastare la discriminazione del mercato del lavoro e di favorire nello specifico l’imprenditorialità femminile.
  • Abbiamo bisogno di una strategia integrata per l’inclusione dei lavoratori anziani nel mercato del lavoro.

Il tasso di disoccupazione giovanile inaccettabile in alcuni Stati Membri dell’Unione Europea richiede interventi decisivi, sia a livello europeo che nazionale e, allo stesso tempo, misure mirate, come la creazione di incentivi alle imprese e alle società che assumono giovani. Sosteniamo gli sforzi a livello nazionale degli Stati Membri, che devono essere sommati agli strumenti e alle risorse finanziarie disponibili a livello europeo, allo scopo di ridurre la disoccupazione giovanile e incoraggiare l’imprenditorialità. Il PPE sostiene i programmi dell’Unione Europea, in particolare nel campo della ricerca e dell’innovazione, che hanno lo scopo di fornire ai giovani l’accesso a posti di lavoro di alta qualità, alla formazione o a periodi di apprendistato successivamente al conseguimento della laurea. Promuoveremo la rapida implementazione di questi programmi a livello nazionale.

Dobbiamo compiere progressi nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, che riguardano milioni di Europei e minacciano l’affermazione dei diritti umani dei cittadini. La povertà infantile, la povertà lavorativa e la povertà tra gli anziani meritano in modo particolare la nostra attenzione. Le retribuzioni eque sono uno strumento importante nella prevenzione di tali forme di povertà. Sosteniamo i livelli dei minimi salariali specifici di ciascun paese implementati secondo le normative nazionali in materia di lavoro.

Consideriamo l’invecchiamento attivo come un fattore importante nell’ambito del miglioramento della qualità della vita. L’invecchiamento attivo dovrebbe essere parte di una riforma più ampia dei sistemi pensionistici adeguati e sostenibili che non mettano a repentaglio la stabilità delle finanze pubbliche.

Sistemi efficaci di assistenza all’infanzia, istruzione e assistenza sanitaria, unitamente ai servizi a favore degli anziani e dei disabili e all’integrazione delle comunità emarginate, sono cruciali ai fini del benessere dei cittadini europei, per l’inclusività delle nostre società. Questi stessi fattori sono importanti anche per garantire che i mercati del lavoro operino correttamente e per far fronte alle future sfide demografiche. Un’altra importante domanda che deve necessariamente essere posta è come incrementare al meglio il numero delle donne che fanno parte della popolazione attiva e che occupano un posto nei processi decisionali. L’aumento del tasso di occupazione consentirà all’Unione Europea di crescere più forte e farà in modo che un maggior numero di cittadini possa contribuire al bene comune.

Sosteniamo la ristrutturazione del settore pubblico al fine di fornire servizi pubblici di alta qualità in modo trasparente, responsabile ed efficace, garantendo allo stesso tempo la riduzione al minimo degli oneri amministrativi.

Sosteniamo inoltre la continua lotta alla corruzione. Le riforme strutturali genereranno risorse di vitale importanza da ridestinare alla creazione di posti di lavoro e di crescita. I cittadini e le imprese hanno bisogno di servizi semplificati e integrati che non siano causa di spreco di tempo e denaro. In questo senso sono cruciali la pubblica amministrazione on line, la digitalizzazione del settore pubblico e l’e-learning.

Per poter far fronte alle sfide demografiche e rendere i sistemi pensionistici sostenibili, adeguati e sicuri, un maggior numero di persone dovrà lavorare più a lungo. A questo risultato si potrà arrivare innalzando l’attuale età pensionabile e disincentivando il pensionamento anticipato. Il rafforzamento della solidarietà intergenerazionale è necessario in tutte le aree della società.

Una maggiore spesa pubblica non è la risposta

Non si potrà uscire dalla crisi senza risanamento dei conti pubblici, e non sarà possibile risanare i conti pubblici senza le riforme necessarie a favorire una crescita sostenibile. I paesi che hanno operato riforme tempestive sono in una posizione migliore rispetto a quei paesi che hanno posticipato le riforme strutturali. Il posticipo delle riforme ha determinato un tasso di disoccupazione più elevato, un più basso livello di investimenti privati e un debito insostenibile. Investire in economie non riformate non genera mai una crescita sostenibile. Il risanamento dei conti pubblici e la regolamentazione dei mercati finanziari sono condizioni necessarie per prevenire crisi future.

Dati gli elevati livelli del debito, spese pubbliche aggiuntive e irresponsabili, come proposto da altri partiti politici, porteranno inevitabilmente a un disastro economico e sociale. Il legame tra competitività in calo, spese irresponsabili, banche scarsamente regolamentate, disoccupazione, elevati livelli di debito e sistemi assistenziali e previdenziali precari è chiaro.

Il PPE non crede che un ulteriore peggioramento dei livelli del debito e del deficit sia la strada giusta da percorrere per uscire dalla crisi e generare crescita in Europa. Se da un lato l’esperienza recente ha dimostrato che una maggiore spesa pubblica non è la risposta, dall’altro è anche diventato evidente che gli Stati Membri dell’Unione Europea che hanno preso decisioni determinanti per dare nuova forma alle loro finanze pubbliche hanno assistito a una forte crescita economica negli ultimi due anni. Il PPE opta nettamente a favore dei tagli a spese improduttive a discapito dell’aumento dei livelli di tassazione. Il calo della competitività e della produttività è una delle principali cause della crisi in Europa. Le nostre economie possono competere nell’era della globalizzazione solo se forti e capaci di adattarsi.

  • Lottiamo per il risanamento dei conti pubblici solo se implementato in maniera intelligente, a favore della crescita. Dobbiamo raggiungere il giusto equilibrio tra risanamento dei conti pubblici e politiche di stimolo alla crescita, che supportino l’economia reale e contribuiscano a creare nuovi posti di lavoro stabili, allo scopo di contrastare gli elevati tassi di disoccupazione e tutelare la coesione sociale.
  • Lottiamo per la crescita sostenibile basata su un’economia competitiva e innovativa. Attraverso riforme strutturali creeremo strutture economiche competitive e sane in grado di attirare l’investimento privato, generare crescita e aumentare l’occupazione.
  • Ci rifiutiamo di contrarre un debito più elevato oggi, perché danneggerà tutti domani. Siamo impegnati nell’implementazione di misure già concordate a livello europeo che miglioreranno la governance economica, ridurranno il debito e potenzieranno le nostre economie.

     Una soluzione è costituita da investimenti intelligenti

Gli investimenti pubblici dovrebbero innanzitutto e soprattutto concentrarsi sui settori che generano crescita come l’istruzione, la ricerca e l’innovazione. Per raggiungere tale obiettivo, il settore pubblico dovrebbe favorire la cooperazione con il settore privato. Far crescere l’economia europea all’interno di un’economia globale, competitiva e della conoscenza, è una delle sfide più importanti che l’Unione Europea dovrà affrontare negli anni a venire. La conoscenza è cruciale per la crescita dell’economia e la creazione di posti di lavoro, e dobbiamo, di conseguenza, creare le condizioni migliori per sviluppare una società del sapere senza esclusi. La ricerca e l’innovazione, in particolare gli istituti di istruzione superiore e i centri di eccellenza, sono elementi chiave a tale scopo. Istruzione di alta qualità e maggiore mobilità per studenti e ricercatori sono fondamentali per il miglioramento della competitività dell’economia europea. Il finanziamento pubblico destinato all’R&S (ricerca e sviluppo) innescherà l’investimento privato nella ricerca, nell’innovazione e nelle infrastrutture e farà dell’Europa il fulcro a livello globale dei migliori ricercatori del mondo. Se l’Europa dovrà capitalizzare sull’aumento dell’investimento in R&S, dobbiamo garantire che le nuove idee siano tradotte in prodotti e servizi reali sul mercato.

  • Sosteniamo iniziative a livello europeo il cui obiettivo è il rilancio della nostra economia mediante l’incremento di investimenti mirati, lo sviluppo delle reti europee nei settori dell’energia, dei trasporti e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), in particolare mediante compartecipazioni pubbliche-private (PPP).
  • Abbiamo bisogno con urgenza di potenziare il ruolo della BEI (Banca europea per gli investimenti) al fine di facilitare un accesso più agevole al capitale, specialmente per le nostre PMI.

Misure per un Euro più forte

L’Euro è qualcosa in più di una semplice moneta. È un grande progetto di unificazione ed è indispensabile per il futuro dell’Europa. L’Euro non solo rafforza la nostra economia e ci rende più competitivi a livello internazionale, ma genera anche la stabilità politica, agevolando la coerenza interna e le politiche comuni nei confronti del mondo esterno.  Di conseguenza, l’Euro è qualcosa in più di una semplice moneta. È un grande progetto di unificazione ed è indispensabile per il futuro dell’Europa.

La crisi ha dimostrato che abbiamo bisogno di riforme profonde in materia economica a livello nazionale, e contemporaneamente di dare nuova forma alla governance economica a livello Europeo.

  • Abbiamo bisogno di una governance forte per proteggere la stabilità dell’Unione Economica e Monetaria europea (UEM).
  • L’Euro, quale nostra moneta comune, si basa sul principio della stabilità dei prezzi con l’obiettivo di fornire al Mercato Unico una moneta affidabile e di aiutarci a massimizzare il vantaggio di essere la più grande economia del mondo.
  • Un’unione monetaria ha bisogno di normative fiscali e di bilancio che devono essere rispettate. La Commissione Europea sfrutterà appieno i suoi poteri per far sì che i paesi dell’Unione Europea riformino e rispettino norme già concordate per ridurre il debito e i deficit. La Commissione ha bisogno di strumenti efficaci per indurre alla conformità gli Stati Membri che non rispettano gli obblighi di governance economica dell’Unione Europea.
  • La stessa unione monetaria necessita di strumenti e mezzi per rendere più stabile l’economia. L’Unione bancaria costituisce un importante progresso. Si dovrà prendere in considerazione un più stretto coordinamento delle politiche fiscali e di bilancio.

L’implementazione di queste sanzioni deve essere migliorata. Questa è una delle lezioni più importanti che la crisi ci ha insegnato.

L’appartenenza a un’unione economica e monetaria offre grandi vantaggi ai paesi membri, ma la cosa deve andare di pari passo con responsabilità e solidarietà. Fin quando ogni paese adempie alle proprie responsabilità, tutti possono trarne vantaggio. Abbiamo bisogno di ristabilire la fiducia nell’Eurozona nel suo complesso e in alcuni Stati Membri nello specifico. Dobbiamo quindi proteggere la coesione dell’Unione. Traiamo tutti vantaggio dalla moneta comune e dal Mercato Unico. Abbiamo bisogno di unire gli sforzi, soprattutto nei momenti più difficili e aiutare i paesi in difficoltà; questi, a loro volta, hanno bisogno di fare riforme al fine di evitare nuove crisi. Riconosciamo gli sforzi e i sacrifici immensi fatti dalle persone, dalle aziende e dai governi fin dall’inizio della crisi. L’Unione Europea deve sostenere i loro sforzi dedicati alla modernizzazione delle loro economie e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Gli sviluppi e le decisioni prese in materia economica nell’Eurozona hanno un impatto fondamentale nei paesi dell’Unione Europea, anche in quelli che non usano l’euro come moneta.

  • Invitiamo tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea a potenziare il loro coordinamento in materia di politiche economiche, perché vogliamo evitare tensioni all’interno del Mercato Unico. Migliorare la governance economica sarà di aiuto nella preparazione dei membri non europei a entrare in futuro nell’Eurozona.
  • L’obiettivo politico a lungo termine del PPE è di vedere alla fine Unione Europea ed Eurozona diventare la stessa cosa. A tutti i membri dell’Unione Europea che soddisfano i criteri di adesione all’Eurozona verrà data la possibilità di partecipare e di beneficiare della moneta comune.

Banche solide per dare impulso agli investimenti 

La crisi ha dimostrato che prendere rischi in modo irresponsabile può mettere a repentaglio la stabilità di tutto il sistema economico. Le banche dovrebbero partecipare allo sviluppo sostenibile; i rischi presi in modo irresponsabile per benefit a breve termine per gli azionisti o personali, così come il rischio morale, devono essere controllati dal punto di vista legale. Gratifiche eccessive non sono accettabili. Le nuove norme sulle gratifiche ai banchieri devono essere implementate dagli Stati Membri senza ritardi. Il settore finanziario è fondamentale nel guidare investimenti nell’economia reale, stimolando l’imprenditorialità e lo sviluppo economico. Riconquistare la fiducia dei cittadini nel settore finanziario è fondamentale per il funzionamento delle nostre economie. Le banche devono concentrarsi soprattutto sulla loro funzione principale, che è quella di servire l’economia reale stimolando l’imprenditorialità e lo sviluppo economico.

L’istituzione di un’unione bancaria è fondamentale per la sopravvivenza e la prosperità dell’Eurozona. Dobbiamo garantire che il legame perverso tra debito sovrano e debito verso le banche venga finalmente spezzato. Un’Unione bancaria solida è fondamentale se si vuole raggiungere questo obiettivo. Per garantire un settore bancario dell’Unione Europea stabile, il completamento dell’Unione bancaria è di primaria importanza. Ciò comporta l’implementazione di un corpus unico di norme, vale a dire norme in materia di capitali delle banche, il quadro di risanamento e risoluzione delle crisi bancarie, una regolamentazione dei sistemi di garanzia dei depositi su base nazionale, un meccanismo di supervisione comune ed efficace e un meccanismo di risoluzione unico per le banche sistemiche. Noi sosteniamo un sistema di supervisione bancaria comune da parte della BCE che vigili su tutte le grandi banche sistemiche e transfrontaliere. Per le banche di più piccole dimensioni non riteniamo necessario un sistema di supervisione così rigoroso. Questo è di fondamentale importanza per la creazione di un sistema bancario migliore in Europa. A livello globale, noi Europei dobbiamo lavorare insieme per raggiungere un quadro normativo in materia di mercati finanziari al fine di garantire che non ci saranno più “buchi neri” di sorveglianza a mettere ancora una volta in pericolo la stabilità dell’economia mondiale.

Sviluppare un’Agenda Digitale per crescita e posti di lavoro

L’Agenda Digitale Europea per il 2020 ha adottato una serie di obiettivi riguardanti, tra le altre cose: adozione e accesso alla banda larga, commercio elettronico, inclusione digitale, servizi pubblici transfrontalieri, e-learning e ricerca e innovazione. Il PPE è stato, e continuerà ad essere, in prima linea nello sviluppo dell’Agenda Digitale, impegnandosi in particolare nella promozione di investimenti per l’installazione di una rete a banda larga di nuova generazione e nell’ottimizzazione dei benefici dei nuovi servizi mobili attraverso un ulteriore rafforzamento dell’efficienza di allocazione dello spettro mobile. Un ambiente normativo stabile e prevedibile deve essere garantito.

In ultimo, il PPE è impegnato nel potenziamento degli sforzi dedicati alla ricerca e allo sviluppo nel settore TIC così come nella creazione del miglior ambiente possibile per l’adozione di nuovi e promettenti progressi nel campo della tecnologia che possono potenzialmente avere un impatto positivo sulla competitività dell’Europa, come il cosiddetto “cloud computing” (risorse informatiche distribuite in remoto). Un quadro economico deve essere stabilito per riportare in Europa le competenze di sviluppo e produzione nel settore delle tecnologie informatiche e della sicurezza, riducendo così la dipendenza da Paesi terzi. In merito a tutto questo, il PPE crede che la strategia a livello di Unione Europea per il “cloud computing” sia fondamentale per il completamento del Mercato Unico del Digitale. Il “cloud computing” avrà anche un enorme impatto sulla competitività dell’Europa in vista del completamento del Mercato Unico.

Potenziamento della base e della competitività industriale dell’Europa

Una base industriale solida, dinamica e innovativa è essenziale ai fini della crescita e della prosperità economica. L’economia reale, le nostre PMI e un settore industriale innovativo e creativo costituiscono l’elemento centrale della nostra ripresa economica. Il PPE fa suo l’obiettivo di potenziare l’industria nella misura del 20% sul totale del PIL dell’Unione Europea entro il 2020, per fare dell’Europa un luogo attrattivo per la produzione e gli investimenti. Industria è sinonimo di produzione e la produzione crea posti di lavoro sostenibili. Se vogliamo riservare un futuro sostenibile all’industria in Europa, sarà necessario preservare e sviluppare la sua capacità innovativa. L’industria ha bisogno della serietà dell’Unione Europea e degli Stati Membri nel concretizzare i propri obiettivi di spesa del 3% del PIL nella ricerca.

Il PPE rinnova il proprio impegno verso la definizione di una politica industriale comune basata su una reale convergenza di norme sociali ed economiche. Il pilastro di qualsiasi politica industriale comune è rappresentato dalla ricerca e innovazione. Incoraggiamo il lancio di gare d’appalto europee per lo sviluppo di nuove tecnologie innovative e la definizione di nuovi programmi di ricerca comuni tra i più prestigiosi centri universitari e organismi di ricerca.

Una nuova politica in materia di Energia e Cambiamenti climatici verso un’economia europea competitiva e “green”

L’obiettivo della nostra politica economica è il mantenimento dell’approvvigionamento di energia per l’Europa a prezzi convenienti e in maniera ecocompatibile. La richiesta di energia globale in sempre più rapida crescita, assieme al crescente divario dei prezzi della stessa tra Europa e Stati Uniti e alla sfida posta dalla lotta ai cambiamenti climatici comportano necessariamente il bisogno di eliminare la nostra dipendenza dai combustibili fossili e di creare opportunità per le aziende europee di sviluppare nuove tecnologie sostenibili, in grado di offrire nuovi posti di lavoro, ridurre la nostra dipendenza energetica e di sviluppare ulteriormente una politica europea credibile in materia di lotta ai cambiamenti climatici. In questo contesto, il PPE vuole che l’Unione Europea faccia da capofila nel settore delle tecnologie a basse e a zero emissioni di carbonio, nonché in quello delle tecnologie pulite.

Vorremmo inoltre creare una politica energetica comune attraverso la realizzazione di un vero sistema elettrico europeo, basato sulla convergenza delle reti di trasporto e sulla creazione di mercati coordinati delle capacità a livello europeo, al fine di ripartire i costi, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, evitare interruzioni di energia nei momenti di picco, soprattutto durante l’inverno, e generare investimenti nelle fonti di energia rinnovabile.

Siamo certi che un avanzamento rapido e coraggioso verso le tecnologie sostenibili più moderne ed efficienti non genererà vantaggi solo per il nostro clima e non solo costituirà la base per una soluzione globale ai cambiamenti climatici, ma sarà anche vantaggioso per l’economia, poiché ci renderà meno dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili. Si tratta di un investimento importante che genererà vantaggi per tutti i nostri cittadini e alle generazioni future. L’Unione Europea deve restare leader mondiale in questo settore. Inoltre, l’Europa deve coinvolgere tutti i partner internazionali di rilievo, al fine di progredire verso l’assunzione di impegni concreti in materia di cambiamenti climatici a livello globale, condizione preliminare al successo della lotta contro i cambiamenti climatici.

Potrebbero essere proposti obiettivi vincolanti, ma realistici, a livello di Unione Europea per il 2030, per quei settori della politica in cui possano costituire un comprovato valore aggiunto in termini di certezze agli investitori e di efficacia dal punto di vista dei costi. Dovremmo sviluppare un meccanismo a livello di Unione Europea più integrato ed efficace dal punto di vista dei costi, a sostegno delle tecnologie per le energie rinnovabili che ancora non sono competitive. Le politiche europee in materia di clima ed energia devono altresì salvaguardare la tutela dei settori industriali che affrontano l’accanita competizione internazionale.

L’obiettivo di riportare l’economia dell’Unione Europea sulla strada della crescita può essere raggiunto solo se i prezzi dell’energia sono competitivi e se gli approvvigionamenti sono sostenibili e sicuri. Oggi, i prezzi dell’energia sono decisamente più alti in Europa rispetto agli Stati Uniti e ad altri concorrenti internazionali; ciò fa sì che le industrie dell’Unione Europea subiscano il peso di uno svantaggio competitivo e rappresenta un fardello sempre più oneroso per le PMI e per le famiglie. A questo proposito il PPE si impegna pienamente per la diversificazione delle nostre fonti di energia e per il perfezionamento del mercato interno dell’energia, poiché la vera concorrenza favorirà la riduzione del prezzi dell’energia. Nessuna regione e nessuno Stato Membro deve restare fuori dalle reti europee dopo il 2015.

La dipendenza dell’Europa dall’energia è una delle sfide maggiori per la competitività delle nostre economie. Abbiamo bisogno di un approccio comune e di supporto pubblico al fine di ridurre tale dipendenza, oltre a un chiaro approccio comune alla salvaguardia e allo sfruttamento delle fonti di energia all’interno dell’Unione Europea, riducendo il consumo di energia e investendo nella ricerca di tecnologie per l’efficienza energetica e per l’energia rinnovabile. Un investimento significativo in nuove infrastrutture energetiche intelligenti è necessario per garantire l’alimentazione ininterrotta di energia a prezzi accessibili. Tali investimenti sono di vitale importanza per l’occupazione e la crescita sostenibile e contribuiranno a rafforzare la competitività.

Lotta alla frode, all’evasione e all’elusione fiscale

La frode, l’evasione e l’elusione fiscali minano la fiducia dei cittadini nella pubblica amministrazione. Si tratta di comportamenti immorali e ingiusti nei confronti di coloro che lavorano duramente e contribuiscono con la loro congrua parte di tributi affinché la società funzioni correttamente, poiché sottraggono risorse dai finanziamenti all’istruzione, alla sanità pubblica e alla previdenza sociale.  Rappresentano una violazione delle regole del gioco eque, creano una distorsione delle condizioni concorrenziali per le aziende e rischiano di vanificare gli sforzi dei paesi che tentano di ripristinare finanze pubbliche sane. Contrastare l’evasione fiscale, occuparsi del segreto bancario e combattere il riciclaggio del denaro sporco sono elementi di fondamentale importanza in una democrazia che funzioni.

La frode, l’evasione e l’elusione fiscali sono, in larga misura, un problema transfrontaliero. Di conseguenza, necessitano di una soluzione transfrontaliera. Lotteremo per l’istituzione di una definizione comune dei paradisi fiscali dell’Unione Europea e per azioni decisive mirate a contrastarli. Sono necessarie ulteriori nuove misure, inclusi il miglioramento dei metodi utilizzati per individuare i contribuenti coinvolti in attività di evasione fiscale transfrontaliera, il potenziamento delle normative in materia di reciproca assistenza e l’accrescimento del coordinamento dei regimi fiscali nell’Unione Europea. Queste misure dovranno inoltre includere l’istituzione di una base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società. L’Unione Europea dovrà anche spingere per istituire standard di trasparenza più elevati nelle sedi di cooperazione internazionale, come il G20. Gli accordi bilaterali già esistenti tra un qualsiasi pese dell’Unione Europea e i paesi terzi o giurisdizioni d’oltremare dovranno avere valore per tutti i paesi dell’Unione Europea al fine di garantire condizioni di parità.

Riforma del Mercato Unico per renderlo un vero motore per la crescita  

La garanzia della libera circolazione di persone, capitali, beni e servizi in tutta l’Unione Europea è una politica fondamentale al fine di stimolare la crescita economica senza far salire ulteriormente il debito pubblico. Dobbiamo agire con urgenza, sia a livello di Stati Membri sia a livello di Unione Europea, per abbattere le barriere rimanenti che ostacolano l’accesso e la concorrenza nel mercato, sempre nel rispetto delle norme fondamentali sul lavoro e dei diritti sociali.  Di conseguenza, è di assoluta importanza garantire che le norme che regolano il Mercato Unico siano implementate e applicate nel modo corretto da parte degli Stati Membri, cosicché i cittadini e le imprese possano davvero trarre vantaggio dal Mercato Unico. La riforma del Mercato Unico dell’Unione Europea è ciò che di meglio può fare l’Europa per incrementare il livello di competitività, tornare a crescere e raggiungere elevati tassi di occupazione. L’implementazione della Direttiva sui Servizi è quindi assolutamente prioritaria.

La creazione di un Mercato Unico del Digitale è fondamentale, poiché può costituire l’elemento motore per la competitività e la crescita economica, offrendo posti di lavoro per lavoratori altamente qualificati e, allo stesso tempo, dando ai consumatori una scelta più ampia di beni a prezzi competitivi. Abbattendo le barriere che ostacolano le imprese e gli imprenditori, l’economia digitale può agire da apripista nella creazione di posti di lavoro e nel raggiungimento di un Mercato Unico competitivo. Collegando l’Agenda Digitale allo sviluppo del commercio elettronico e a nuovi servizi come servizi sanitari in rete, trading on line, e-banking e e-learning, il miglioramento dell’infrastruttura digitale è cruciale per l’apertura del Mercato Unico.

L’economia digitale è diventata una realtà e offre svariati vantaggi ai cittadini di tutta Europa. Gli investimenti strategici e sostenibili in tecnologie abilitanti fondamentali costituiscono una forza motrice per favorire la competitività tecnologica ed economica dell’Europa. Queste tecnologie consentono lo sviluppo di quei beni e servizi che possono diventare in futuro parte della vita di tutti i giorni. Vogliamo sostenere queste tecnologie fornendo opportunità di finanziamento, al fine di fare dell’Europa un ambiente imprenditoriale interessante per queste industrie e di incentivare la cooperazione tra gli istituti di ricerca, il settore industriale e le PMI.

Facendo avanzare una rete dei trasporti veramente transeuropea possiamo agevolare la circolazione sia delle persone, sia dei beni. L’Unione Europea dovrebbe stabilire misure volte a rimuovere strozzature, in particolar modo le barriere amministrative e tecnologiche, al fine di creare un’infrastruttura dei trasporti europea moderna, efficiente e sostenibile.

Potenziamento delle PMI

Le PMI costituiscono la spina dorsale dell’economia Europea e svolgono un ruolo fondamentale nei nostri sforzi volti a creare nuovi posti di lavoro. Ogni sforzo utile dovrà proseguire al fine di ripristinare la liquidità dell’economia e facilitare il finanziamento degli investimenti, in particolare per quanto riguarda le PMI. Ricordiamo che tutti gli Stati Membri devono rispettare i principi concordati nello Small Business Act (iniziativa a favore delle PMI) il quale stabilisce che sono necessari solo tre giorni per avviare una nuova azienda nell’Unione Europea. La normativa dovrebbe essere semplificata, bisognerebbe ridurre gli oneri burocratici e dovrebbero essere date alle PMI opportunità di crescita mediante la commercializzazione dei propri prodotti e servizi liberamente all’interno di tutto il Mercato Unico dell’Unione e oltre. Questo è il motivo per cui promuoviamo l’ultimazione del progetto del Diritto Comune Europeo della Vendita, il cui potenziale è quello di offrire importanti vantaggi ai consumatori, incoraggiando un maggior numero di vendite transfrontaliere, in particolare dalle PMI.

Abbiamo la necessità di creare le giuste condizioni per le PMI, consentendo loro di raggiungere appieno il loro potenziale. Un adeguato accesso al mercato e diritti di proprietà intellettuale convenienti sia per le PMI, sia per aziende più grandi, accresceranno gli incentivi per un’innovazione vantaggiosa. Dobbiamo assicurarci che L’Unione Europea resti competitiva dal punto di vista fiscale per gli imprenditori e per gli innovatori. Lotteremo per finanziamenti destinati a R&S più accessibili e un accesso al mercato migliore per le PMI, disponendo affinché le gare pubbliche di appalto siano suddivise in modo tale da favorire l’innovazione. Mediante una riforma del settore bancario in Europa, vogliamo garantire alle PMI europee che funzionano l’accesso al credito abbordabile, a prescindere dal paese nel quale hanno sede. La BCE e la BEI devono svolgere un ruolo attivo e adottare provvedimenti al fine di agevolare l’accesso al credito, a condizioni ragionevoli, alle imprese, in particolare alle PMI. La maggior parte delle PMI sono aziende a conduzione familiare e lo Small Business Act dedica a queste un’attenzione particolare. Dovrebbe essere offerto sostegno equo alle aziende a conduzione familiare e a quelle di nuova costituzione.

Garantire un elevato livello di tutela del consumatore

I consumatori costituiscono il cuore del Mercato Unico e deve essere dato loro il potere di esercitare i loro diritti; inoltre deve essere consentito loro di fare le proprie scelte in totale libertà. La tutela dei consumatori deve essere rafforzata, in particolare nel contesto dello sviluppo del mercato del digitale, valutando questioni trasversali quali tutela dei dati, pubblicità on line e pratiche commerciali sleali. Al fine di garantire l’applicazione efficace ed efficiente dei loro diritti, ai consumatori deve essere dato accesso ai meccanismi di risarcimento.

Investire nelle regioni europee: solidarietà europea per livelli più elevati di crescita e competitività

La coesione economica, sociale e territoriale consente a tutti gli Stati Membri, nonché alle autorità regionali e locali (città incluse), di sfruttare al meglio le opportunità di investimento, sulla base delle proprie specifiche necessità, per migliorare la propria competitività. Anche una politica di coesione costituisce uno strumento per implementare gli obiettivi comuni della Strategia Europa 2020. Una politica di coesione riformata, concentrata su innovazione, PMI, energie rinnovabili ed efficienza energetica, tiene conto di investimenti pubblici strategici in tutti gli Stati Membri e costituisce quindi uno strumento in grado non solo di promuovere la solidarietà, ma anche di accrescere la competitività, garantire la sicurezza energetica e creare posti di lavoro e crescita in tutta Europa. Efficienza e produttività devono necessariamente essere elementi motori fondamentali della politica di coesione. Ciascun Euro speso del bilancio dell’Unione Europea dovrebbe apportare valore aggiunto ai progetti che supporta e alle comunità in cui quel denaro viene speso. I finanziamenti dell’Unione Europea dovrebbero essere utilizzati al meglio per influenzare in maniera positiva la competitività e la creazione di posti di lavoro in Europa.

Sfide demografiche e armonizzazione di lavoro e famiglia

L’aspettativa di vita maggiore costituisce, allo stesso tempo, una sfida e un’opportunità. Questi cambiamenti coinvolgeranno i sistemi pensionistici, i sistemi di assistenza sanitaria, l’edilizia, l’assistenza agli anziani, la sicurezza, la mobilità, l’urbanistica, i trasporti e il turismo. Gli anziani devono essere coinvolti nella formulazione e nell’implementazione delle politiche adottate per far fronte a questi cambiamenti e prevenire possibili casi di discriminazione, abusi o povertà.

Le implicazioni sociali ed economiche dell’aspettativa di vita maggiore sono diverse. L’impatto sui regimi di sicurezza sociale è di fondamentale importanza. Dobbiamo quindi prenderne le difese negli interessi del rispetto e della solidarietà intergenerazionale. Per quanto riguarda le politiche in materia di assistenza sanitaria, dobbiamo sviluppare una strategia concentrata sul concetto di “invecchiamento sano”, che promuove stili di vita più sani che durano tutta la vita.

Famiglie forti sono anche la condizione preliminare per sviluppi demografici positivi. Il PPE riconosce la famiglia come un elemento insostituibile e come l’istituzione centrale in cui amore, carità, comprensione e solidarietà umana vengono conservati e infusi, unendo in tal modo generazioni diverse. Con palese rispetto per l’importanza della famiglia nel suo compito di educazione dei figli, il PPE sostiene che le politiche a favore della famiglia si concentrino anche sugli strumenti di comprovato impatto positivo sulle tendenze demografiche, come il supporto alle famiglie nei primi anni dopo la nascita dei figli. Il PPE conferma il suo sostegno alla promozione del diritto umano all’istruzione e alla libertà di scelta dei genitori in materia di istruzione.

Crescita blu: le politiche marittime come fonte di crescita e prosperità

Il Mare è una fonte di prosperità e di potenziale crescita per l’intera Europa. Ecco perché la “politica marittima integrata” dell’Unione deve puntare ad assicurare un approccio più coerente alle problematiche marittime, con un più accentuato coordinamento tra i vari settori della politica che si occupano di crescita, ambiente, trasporti marittimi, pesca, zone marittime, piattaforma continentale, zone economiche esclusive e zone di pesca. In queste politiche settoriali esistono ambiti dell’economia marittima con un forte potenziale di crescita, in cui l’UE dovrebbe puntare l’attenzione. Si tratta ad esempio di settori tradizionali, quali il turismo marino e la pesca o l’esplorazione dell’energia del mare, nonché di settori economici emergenti, quali le fonti energetiche rinnovabili, l’acquacoltura e le biotecnologie marine.

Tutela alimentare e sicurezza delle risorse idriche

La popolazione mondiale cresce ad un ritmo di ottanta milioni di persone all’anno. Ci si attende che raggiunga gli otto miliardi di persone entro il 2025. Ciò richiede un impegno sempre più pressante in materia di sicurezza alimentare, in particolare nei paesi in via di sviluppo. L’Europa necessita quindi di un settore agricolo forte, efficiente e sostenibile. Per garantire il futuro dell’agricoltura in Europa, abbiamo la necessità di una politica agricola comune equilibrata e sostenibile, che si riferisca a svariate tecniche agricole, con una particolare attenzione ai giovani agricoltori e alla crescente domanda di prodotti locali, stagionali e organici. Dobbiamo anche sviluppare i servizi nelle aree rurali, per evitare l’esito dalle campagne, soprattutto da parte dei giovani. L’Europa deve peraltro sostenere gli addetti nei comparti della pesca e dell’acquacoltura con una politica comune finalizzata alla promozione di una pesca sostenibile e competitiva. Se vogliamo soddisfare le richieste del mondo nell’era della globalizzazione e allo stesso tempo tutelare i cittadini europei, dobbiamo: a) garantire la produzione nell’Unione Europea di prodotti di qualità elevata, valutando le richieste degli agricoltori e dei consumatori; b) garantire la competitività a livello locale/regionale, europeo e internazionale; c) contribuire alla bilancia alimentare globale e, così facendo, contribuire alle riserve alimentari mondiali, alla sicurezza energetica e alla protezione del clima. Per centrare questi obiettivi è necessario fare in modo che ai giovani venga offerta l’opportunità di trovare posti di lavoro nella pesca e nell’agricoltura, allo scopo di promuovere in Europa un settore dell’agricoltura e della pesca dinamico, innovativo e competitivo.

La sicurezza delle risorse idriche è una delle sfide principali a livello globale del ventunesimo secolo. Nei prossimi dieci anni, le tensioni e i conflitti per l’accesso alle risorse idriche diventeranno probabilmente più frequenti e potrebbero mettere a rischio la stabilità e la sicurezza in molte parti del mondo. Gli sviluppi demografici e climatici complicheranno ulteriormente la situazione. Dobbiamo lavorare ancora più duramente e più rapidamente per potenziare le partnership, promuovere la cooperazione sulle risorse idriche condivise e proporre soluzioni sostenibili alle sfide poste dalla sicurezza delle risorse idriche.

Sostenere la sicurezza alimentare

I cittadini dell’Unione Europea sono sempre più esigenti e sempre più preoccupati della qualità, della sicurezza e dell’origine dei loro alimenti. Il PPE presta particolare attenzione alla tracciabilità dei prodotti alimentari, obbligando i produttori a fornire informazioni che consentano ai consumatori di decidere in autonomia se acquistare o meno un determinato prodotto. Informazioni e istruzione sono essenziali per consentire ai cittadini di compiere scelte consapevoli. Vogliamo sottolineare che i cittadini dell’Unione Europea hanno diritto ad alimenti di qualità elevata, in particolare quando si tratta di igiene e sicurezza; trasparenza e tracciabilità nella catena alimentare; etichettatura dei prodotti alimentari chiara, precisa ed esplicativa; specialità e prodotti gastronomici tradizionali e regionali.

Istruzione e giovani

Il PPE considera di grande importanza il ruolo di un’istruzione di elevata qualità per garantire all’Unione Europea di raggiungere l’obiettivo che si è posta di diventare la società più competitiva, dinamica e basata sulla conoscenza nel mondo. L’Europa deve concentrarsi sul problema dell’analfabetismo digitale e sulla costruzione di legami più forti fra istruzione, nuove tecnologie e innovazione. Il PPE ribadisce l’importanza dei programmi di apprendimento permanente e di provvedimenti appoggiati dall’Unione Europea al fine di fornire alle persone di tutte le età un accesso equo a opportunità di apprendimento di elevata qualità. L’UE deve appoggiarsi sugli sviluppi più avanzati nel mondo dell’istruzione per offrire opportunità d’impiego ai giovani. La risposta può giungere da nuove tecnologie come l’istruzione online e dalla creazione di un quadro di riconoscimento delle lauree conseguite tramite le università digitali. Il PPE sottolinea l’importanza del nuovo programma pluriennale nel periodo 2013-2020 in materia di istruzione, giovani e cittadinanza. Le azioni e i provvedimenti presi in merito a tali programmi dovrebbero soddisfare le necessità dei cittadini dell’Unione Europea ed essere fondati su un quadro di bilancio adeguato ed efficiente.

Il PPE ritiene che le minoranze etniche debbano essere tutelate da specifiche disposizioni giuridiche di garanzia per preservare e salvaguardare la loro lingua, cultura e identità. L’Unione Europea dovrebbe elaborare un quadro legislativo per la protezione delle persone e delle comunità appartenenti alle minoranze etniche. L’UE dovrebbe inoltre incoraggiare la condivisione delle migliori pratiche fra gli Stati Membri.

Offrire un futuro ai giovani

Il PPE si impegna a favore dei giovani europei, così come i giovani europei si impegnano nel progetto europeo. Crediamo nella capacità dei giovani europei di creare, crescere e prosperare. La generazione meglio istruita al mondo merita di più e può ottenere di più. Con assiduità, impegno e responsabilità, la gioventù d’Europa può rafforzare la nostra Unione. Siamo la forza politica che ha invitato i giovani a partecipare al processo decisionale, pertanto accogliamo con favore le proposte dei giovani europei provenienti da tutta Europa finalizzate ai seguenti obiettivi:

  • La realizzazione di un mercato interno completo dell’educazione superiore attraverso: il pieno riconoscimento dei titoli di studio in tutta Europa; un quadro europeo di standard educativi; una maggiore cooperazione nel campo della ricerca e un’accresciuta mobilità di studenti e professori oltre i programmi di mobilità gia’ esistenti; il riconoscimento automatico delle lauree in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea; un diploma di laurea universale nell’UE che consenta piena libertà di movimento degli studenti all’interno dell’Unione Europea.
  • L’introduzione dell’Unione Europea come materia di studio nelle scuole di tutta Europa per preparare la prossima generazione alle sfide future e coltivare un approccio europeo allo sviluppo sostenibile.
  • Il lancio di una settimana della “fiera del lavoro” europea da tenersi ogni anno presso istituti di istruzione superiore in tutta l’Unione Europea.
  • Il lancio di una rete sponsorizzata dall’Unione Europea dedicata ai giovani imprenditori, per consentirgli uno scambio esperienze, idee e promuovere investimenti e progetti congiunti transfrontalieri.
  • L’orientamento degli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione verso il potenziamento dell’economia e la creazione di posti di lavoro.
  • L’armonizzazione delle procedure per la costituzione di un’impresa in tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea.
  • Il lancio di una rete ufficiale dell’UE per la collaborazione tra PMI, grandi aziende e istituti d’insegnamento.
  • Il sostegno alla completa attuazione degli Sportelli Unici per le start-up introdotti dalla Commissione Europea e l’ulteriore sviluppo del sito EURES sul mercato del lavoro.

Uniti, possiamo fare in modo che i giovani guardino al futuro con ottimismo, speranza e fiducia.

Servizi di volontariato

Il volontariato è uno strumento di prima importanza per la promozione della società civile e il rafforzamento della solidarietà, tra i valori fondamentali dell’UE, oltre ad essere una componente essenziale nel sostegno ai programmi di sviluppo delle comunità. Questo svolge un ruolo fondamentale nel miglioramento della coesione sociale, nel dare forma alla società e nell’offrire alle persone nuove competenze e abilità.

In particolare, le attività di volontariato transfrontaliere offrono ai giovani cittadini europei opportunità di arricchimento interculturale. Il PPE sostiene l’accrescimento dei finanziamenti dell’Unione Europea destinati alle attività di volontariato e pone l’evidenza sulle sue dimensioni sociali come espressione di cittadinanza europea, così come sui vantaggi in termini di salute, istruzione e azioni umanitarie.

SICUREZZA PER I CITTADINI EUROPEI

La sicurezza per i cittadini in Europa è per noi una priorità fondamentale.  Continuando a garantire la libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea, dobbiamo fare del nostro meglio per prevenire atti criminali quali attacchi terroristici, attacchi informatici, crimine organizzato, frode e corruzione. Dobbiamo combattere tanto gli atti criminali quanto le cause che li generano. Dobbiamo combattere contro nuove minacce criminali che sono emerse in settori quali la proprietà intellettuale, la vita privata dell’individuo e l’integrità della persona.

Confini aperti, immigrazione e integrazione

Lo Spazio Schengen, di cui beneficiano 650 milioni di viaggiatori ogni anno, è uno dei più grandi risultati raggiunti dall’Unione Europea. Tuttavia, si tratta di un progetto ancora da portare a termine. La gestione degli accordi di Schengen deve porre maggiore enfasi sulla responsabilità politica, sanzionando gli Stati Membri inadempienti, mentre le risorse del Frontex dovrebbero essere rafforzate. La mobilità interna dei lavoratori qualificati può contribuire a contrastare la carenza di manodopera in una serie di Stati Membri. Oltre ad aver abolito i confini interni, gli Stati che hanno aderito agli accordi di Schengen hanno anche potenziato i controlli sui propri confini esterni comuni per garantire la sicurezza di coloro che vivono e viaggiano all’interno dell’Unione. Gli Stati Membri dell’Unione Europea hanno la necessità di una stretta cooperazione in materia di gestione dei confini, al fine di preservare la sicurezza interna. I confini esterni sono soggetti alla migrazione clandestina, alla tratta degli esseri umani, alla circolazione illegale di armi e sostanze stupefacenti, nonché al terrorismo internazionale. Il Frontex deve essere potenziato. L’Unione Europea deve inoltre cooperare in maniera efficace con le autorità di frontiera dei paesi terzi al fine di prevenire l’espansione del crimine. Il PPE sottolinea l’importanza di affrontare le cause all’origine dei flussi migratori sviluppando la cooperazione con i paesi di provenienza e di transito, anche attraverso forme adeguate di supporto comunitario allo sviluppo e una efficace politica di rimpatri. Allo stesso tempo, le vittime di persecuzioni politiche e religiose devono ricevere protezione vera.

Il PPE è convinto che per affrontare correttamente il tema della migrazione illegale sia necessario:

  • Mettere in relazione l’assistenza finanziaria ai paesi terzi con i progressi da essi compiuti nella lotta alla migrazione illegale e alla cooperazione in questioni come l’asilo, il rimpatrio e la riammissione.
  • Promuovere misure straordinarie di cooperazione e sinergia in materia di servizi dei guardiacoste.

Il PPE sostiene una politica comune in materia di immigrazione, che rifletta anche le necessità dei nostri mercati del lavoro. Alcuni dei nostri Stati Membri sono di fronte a una carenza di manodopera qualificata che non riesce a trovare soluzione all’interno dell’Unione Europea. Persino negli Stati Membri con tassi di disoccupazione più elevati si riscontrano carenze di manodopera.

  • L’Unione Europea deve restare competitiva sul mercato del lavoro internazionale ed è questa la ragione per cui abbiamo bisogno di persone con maggiori competenze all’interno dell’Unione Europea.
  • Dobbiamo potenziare la cooperazione tra i governi, la società civile e il settore privato.
  • Dobbiamo sviluppare un metodo per riconoscere i titoli di studio e le qualifiche professionali dei migranti da paesi non appartenenti all’Unione Europea.
  • Occorre sviluppare e potenziare politiche di integrazione per i migranti nelle nostre comunità. L’integrazione è una strada a doppio senso che comporta sia diritti sia responsabilità.

Un sistema europeo di asilo

Il diritto di asilo per le persone che nel loro paese di origine temono la persecuzione deve essere rispettato e tutelato. L’Europa, con la sua stabilità politica ed economica, ha la responsabilità di mostrarsi solidale e di offrire sicurezza alle persone che ne hanno bisogno. Queste azioni devono essere attuate in condizioni di giustizia, spirito umanitario e rispetto dello stato di diritto. Il Sistema Europeo Comune di Asilo e l’istituzione dell’Ufficio Europeo di Sostegno per l’Asilo offrono standard per qualificare il tipo di asilo, standard di base per le strutture di raccolta per i richiedenti asilo e l’istituzione dell’EURODAC, il sistema di confronto delle impronte digitali in tutti gli Stati Membri. Queste sono le fondamenta di responsabilità e solidarietà condivise tra gli Stati Membri in questo settore. Ora è necessario compiere azioni rivolte alla piena implementazione di tutto questo.

  • Ribadiamo il nostro palese impegno nei confronti della Carta dei Diritti Fondamentali e degli obblighi del Diritto Internazionale, compresa la Convenzione di Ginevra. A fronte di una più stretta collaborazione tra gli Stati membri verso l’attuazione di un sistema di asilo comune, le opportunità legali per le persone di immigrare in Europa devono svilupparsi.
  • Dobbiamo migliorare l’implementazione del Sistema Comune di Asilo e potenziare la cooperazione pratica tra gli Stati Membri.
  • Dobbiamo mostrare solidarietà nei confronti dei paesi terzi in regioni travagliate che sono maggiormente responsabili della fuga di profughi. Dobbiamo continuare a fornire supporto all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
  • Dobbiamo contrastare l’abuso del ricorso ai sistemi di asilo.
  • Dobbiamo favorire l’intercambio tra Stati Membri di migliori pratiche.
  • L’Unione Europea deve creare compartecipazioni con i paesi di origine e transito e aiutarli a sviluppare i propri sistemi di asilo.
  • L’UE deve sostenere i programmi regionali di soccorso dei rifugiati.

Politica di rimpatrio e dei visti

Occorre sviluppare le condizioni preliminari per un sistema di rimpatrio efficace e umano. La politica dell’Unione Europea dedicata all’agevolazione dei viaggi che non richiedono visti non deve compromettere i nostri sforzi comuni mirati a contrastare l’immigrazione clandestina.

  • Occorre sviluppare e implementare programmi di riammissione volontaria, l’organizzazione efficace dei rimpatri, nonché accrescere la cooperazione con le autorità competenti nei paesi di origine e transito.
  • Una politica di asilo sostenibile necessita di contrastare le cause che sono all’origine della migrazione e della fuga forzate. L’Unione Europea ha quindi un ruolo da svolgere nella riduzione della non sicurezza alimentare, affrontando le conseguenze dei cambiamenti climatici nei paesi e nelle regioni deboli in via di sviluppo e potenziando la democrazia e il rispetto dei diritti umani. Questa responsabilità ricade innanzitutto sul singolo Stato Membro. Gli Stati Membri dovrebbero dedicare risorse adeguate e implementare i provvedimenti necessari per garantire che le decisioni in materia di rimpatrio portino effettivamente al rimpatrio dei singoli individui nel loro paese di origine. La cooperazione a livello di Unione Europea deve essere potenziata affinché ciò si verifichi.

Lotta al crimine organizzato e alla corruzione

La prevenzione e la lotta al crimine organizzato grave, in particolare alla corruzione e al riciclaggio di denaro sporco, sono priorità massime poiché sono situazioni che minano lo stato di diritto, i diritti fondamentali, il buon governo e privano i governi di introiti importanti. Tali crimini fanno male al settore pubblico e a quello privato, danneggiano l’economia legale, indeboliscono la fiducia dei cittadini, minacciano la democrazia e distorcono il mercato interno dell’Unione Europea.

Inoltre, casi recenti di presunta corruzione in cui sono coinvolti uomini politici dell’Unione Europea minano la credibilità delle istituzioni dell’Unione Europea. Dobbiamo porre fine alla corruzione e a pratiche non trasparenti. La lotta alla corruzione non deve essere manipolata per scopi politici, mentre la garanzia di un giusto processo e la presunzione d’innocenza sono diritti umani fondamentali che devono essere rispettati. Crediamo che uomini politici puliti siano di vitale importanza per il futuro della democrazia e siamo impegnati nel miglioramento della trasparenza e nel rafforzamento dello stato di diritto.

Occorre salvaguardare l’economia regolare e garantire la sicurezza dei nostri cittadini.

  • Il PPE sostiene la necessità di prendere di mira e di confiscare i beni delle organizzazioni che operano tra i confini nazionali.
  • L’applicazione della legge e la cooperazione giuridica tra gli Stati Membri e con i paesi terzi deve essere favorita e occorre trovare standard normativi comuni e strumenti operativi per combattere il crimine in modo efficace.
  • Le azioni a livello nazionale e di Unione Europea devono essere estese dalla prevenzione del crimine all’applicazione della legge, poiché per prevenire il crimine organizzato occorre un approccio multidisciplinare.
  • Le imprese dovrebbero essere escluse dalla partecipazione in appalti pubblici all’interno dell’Unione Europea qualora sia stata riscontrata la loro partecipazione in organizzazioni criminali, riciclaggio di denaro sporco o qualsiasi altro crimine di grave entità.
  • Il PPE richiede l’attuazione rapida di tutte le riforme necessarie, inclusa l’adozione della legislazione in materia di lustrazione, che garantiranno una applicazione coerente dello stato di diritto e dei principi democratici in tutti i paesi post-comunisti in cui la disgregazione dei residui di totalitarismo non è riuscita.
  • Occorrono accordi di estradizione con i paesi terzi e accordi di mutua assistenza legale, poiché costituiscono un elemento chiave nella lotta al crimine organizzato a livello globale.
  • La tratta degli esseri umani è la schiavitù dei giorni nostri. Si tratta di un grave crimine e di una tragica violazione dei diritti umani. Riconosciamo che la tratta degli esseri umani abbia un aspetto discriminante a livello sessuale. Le cifre dimostrano che donne e ragazze sono le principali vittime di tale traffico. Non sarà possibile raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione della tratta degli esseri umani senza una forte cooperazione attraverso tutta l’Unione Europea e oltre. A livello di Unione Europea occorre concentrarsi su provvedimenti in materia di diritto penale, sulla persecuzione dei criminali, sul supporto alle vittime, sui diritti delle vittime nei procedimenti penali e sull’istituzione di compartecipazioni, in particolare con la società civile.

È necessario coltivare un ambiente etico.

Una migliore cooperazione tra le forze di polizia, giuridiche e doganali

La cooperazione tra le forze di polizia, giuridiche e doganali è mirata a garantire un livello maggiore di sicurezza per i cittadini dell’Unione Europea. Il Mandato d’Arresto Europeo è stato uno degli strumenti di maggior successo nella lotta contro il crimine e nel potenziamento della cooperazione giuridica. Occorre garantire ai cittadini d’Europa che l’efficiente coordinazione delle attività di investigazione porta all’interruzione delle reti criminali. La fiducia reciproca tra amministrazioni giuridiche è una priorità. L’avvicinamento a un vero spazio europeo di diritto civile grazie al miglioramento dell’ambito della regolamentazione e dell’efficacia dei sistemi giuridici attraverso l’Unione Europea è sempre stato una priorità per il PPE.

  • Particolare attenzione deve essere rivolta al pieno riconoscimento delle prove, delle sentenze e degli ordini di confisca in tutti gli Stati Membri.
  • Il PPE è a favore dell’Ordine Europeo d’Indagine poiché affronta le difficoltà nell’ottenimento delle informazioni e delle prove in casi transfrontalieri.
  • Occorre garantire un livello elevato di sostegno e tutela alle vittime del crimine, a prescindere dal luogo dell’Unione in cui subiscono il crimine.
  • Il PPE accoglie con favore l’istituzione di una Procura Generale Europea.

Il PPE accoglie con favore la creazione di strumenti e misure efficaci per il controllo del flusso di denaro dell’Unione, fermo restando il principio di sussidiarietà.

Rafforzamento della privacy mediante la protezione dei dati

Il PPE ritiene che la privacy sia un diritto umano inalienabile e fondamentale. Il progresso raggiunto negli ultimi 20 anni ci mostra che l’era del digitale è arrivata a interessare l’economia, le strategie in materia di sicurezza, le comunicazioni, le responsabilità dello stato e tutti i settori della vita di tutti i giorni.

  • La riforma delle norme in materia di protezione dei dati, guidata dal PPE, serve a rafforzare la privacy dei cittadini e ad aumentare la fiducia del consumatore nelle operazioni online, il che genera una gradita spinta al Mercato Unico del Digitale.
  • Questo corpus normativo sarà ulteriormente armonizzato all’interno del mercato unico. Tuttavia, è essenziale che questo nuovo corpus normativo trovi il giusto equilibrio tra la protezione dei dati personali e la garanzia di una libera circolazione dei dati nel Mercato Unico del Digitale dell’Unione Europea, condizione necessaria affinché si tragga vantaggio dal potenziale di innovazione dell’economia digitale. Questo nuovo corpus normativo non deve imporre oneri amministrativi e costi eccessivi alle imprese, cosa che impatterebbe in maniera pregiudizievole sull’innovazione.
  • Le leggi sulla privacy non devono essere finalizzate a violare i diritti di libera espressione e libertà di stampa.

Sicurezza informatica – la nostra società europea diviene più vulnerabile agli attacchi

I recenti attacchi su larga scala contro i governi, i sistemi d’informazione, l’industria, le banche e le imprese, nonché gli individui, pongono l’accento sulla necessità di azioni mirate alla prevenzione e alla reazione adeguata ad attacchi pericolosi.

L’utilizzo del ciberspazio per le attività criminali o di spionaggio è soggetto agli sviluppi tecnologici in rapida evoluzione. La robustezza delle reti e dei sistemi di sicurezza informatica dipende da un livello adeguato di prontezza.

  • Occorre dare risposte allo stesso tempo innovative e flessibili, che spazino dal supporto alle attività investigative informatiche transfrontaliere e la formazione delle forze di polizia, ai provvedimenti di carattere legislativo.
  • La cooperazione e lo scambio di competenze e informazioni tra gli Stati Membri e tra i settori pubblico e privato devono essere potenziati.
  • Occorre accrescere la consapevolezza della grande maggioranza delle persone sulle sfide poste dal ciberspazio e sui rapidi cambiamenti tecnologici che abbiamo di fronte, cosa che ancora una volta sarà di aiuto nell’aumento della sicurezza informatica.

La creazione di una task force civile comune

È possibile prevedere la creazione di una task force civile comune: sarebbe più efficace nel provvedere affinché le crisi umanitarie vengano gestite in modo coordinato e starebbe a simboleggiare agli occhi dei cittadini europei e di tutto il mondo la capacità dell’Europa di essere unita e di dare espressione alla speranza comune della solidarietà tra le nazioni.

PACE E STABILITÀ NELL’ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE

Agire insieme per promuovere i nostri valori e i nostri interessi

L’Europa, più di qualsiasi altro continente, ha dato forma al mondo in cui viviamo. Oggi, tuttavia, è uno dei tanti attori e centri di potere in un mondo in cui gli individui, i capitali e le idee viaggiano con maggiore rapidità e frequenza di quanto non abbiano mai fatto prima. In questa realtà, l’Unione Europea deve necessariamente rappresentare gli interessi dei suoi cittadini e, allo stesso tempo, impegnarsi a fondo per raggiungere il meglio per tutta l’umanità. In un’epoca in cui siamo sempre più minacciati da preoccupazioni di livello globale quali il terrorismo internazionale, la proliferazione delle armi, il fallimento degli stati, i cambiamenti climatici, i disastri naturali e le migrazioni di massa, l’Unione Europea deve riaffermare i suoi valori agli occhi del mondo e fare quanto in suo potere per difenderli e promuoverli. Oggi, nell’era della globalizzazione, gli stati-nazione non saranno in grado da soli di difendere i nostri valori e i nostri interessi.

Da un messaggio unico all’azione comune

L’unione Europea deve potenziare e accrescere l’efficienza del Servizio Europeo per l’Azione Esterna come suo strumento di politica estera più importante. Il controllo da parte del Parlamento Europeo della Politica Estera e di Difesa Comune dovrebbe essere ampliato al fine di accrescere la sua responsabilità in materia di democrazia. Soltanto con una Politica Estera e di Sicurezza Europea forte saremo in grado di promuovere i nostri valori e i nostri interessi in un mondo in rapido cambiamento. Una leadership più forte a capo del SEAE contribuirà al miglioramento della cooperazione tra l’Unione Europea e gli Stati Membri, accrescendo la responsabilità congiunta degli Stati Membri in materia di politica estera dell’Unione Europea, cosa che a sua volta agevolerà la creazione di un messaggio europeo comune.

Rafforzamento della presenza dell’Unione Europea negli Stati con essa direttamente confinanti

Gli Stati con i quali l’Europa confina direttamente sono fonte di sfide, nuove opportunità e minacce potenziali che non saremo in grado di contrastare e superare senza una presenza coerente dell’Unione Europea in questi paesi e senza il chiaro obiettivo dello sviluppo di rapporti più stretti con questi paesi, a prescindere dalla possibilità che uno di essi sia o non sia un potenziale membro dell’Unione Europea. L’allargamento dell’Unione Europea è un’altra storia di successo per l’Europa, poiché ha consentito all’UE di diffondere la libertà, la democrazia, la pace, la stabilità e lo stato di diritto su tutto il nostro continente. Con gli ultimi ingressi, l’Unione Europea è riuscita a comprendere la maggior parte del continente. In futuro dovrà essere chiaro che per diventare un membro dell’Unione Europea non è sufficiente il soddisfacimento dei criteri politici ed economici, ma deve essere presa in considerazione anche la capacità di integrazione dell’Unione stessa. L’identità e la capacità d’azione dell’Unione Europea devono restare intatte.

Portare a nuova vita le nostre relazioni con i paesi dei Balcani occidentali

Solo venti anni fa la regione dei Balcani era un luogo flagellato da guerra e spargimenti di sangue. L’Unione Europea deve quindi continuare a dare assoluta precedenza in questa regione a pace, stabilità e riconciliazione. Sono stati fatti passi avanti: l’anno scorso la Croazia è diventata il 28o Stato Membro dell’Unione Europea; sono iniziati i negoziati in merito all’adesione all’unione con il Montenegro e presto partiranno anche con la Serbia, a seguito dello storico accordo tra Belgrado e Pristina incoraggiato dall’Unione Europea.

Tuttavia, in alcuni paesi, come Albania, ex Repubblica jugoslava di Macedonia (FYROM) e Bosnia-Erzegovina la presenza dell’Unione Europea deve essere più efficace e la sua politica più concentrata sull’incoraggiamento al dialogo politico e alla formazione del consenso, spesso minati da tensioni interetniche e sfiducia tra le comunità. Tali divisioni rappresentano una minaccia alla stabilità politica a lungo termine. La prospettiva dei negoziati di adesione all’Unione Europea esercita un’influenza che può essere utilizzata per favorire le riforme politiche, economiche e sociali, nonché per reprimere le tendenze nazionaliste nella regione dei Balcani occidentali. La cooperazione su scala regionale e il pieno impegno a instaurare buone relazioni con gli stati confinanti sono elementi essenziali ai fini del conseguimento di questi obiettivi.

Rilancio del Partenariato Orientale

Pensato come una misura per supportare le democrazie orientali, il Partenariato Orientale (EaP) ha le sue fondamenta su una comunità di valori e principi di democrazia, rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché sullo stato di diritto. Sebbene i paesi del Partenariato Orientale si siano impegnati su questi valori, stanno emergendo differenze all’interno del gruppo, dovute al fatto che ciascun paese persegue obiettivi diversi e che non c’è stato impegno totale nello stringere relazioni più solide con l’Unione Europea.

Inoltre, i paesi del Partenariato Orientale subiscono costanti pressioni da parte della Russia, il cui obiettivo è minare gravemente il Partenariato Orientale al fine di ristabilire la sua influenza sui paesi dell’ex Unione Sovietica attraverso l’istituzione di un’unione doganale e di un’Unione Eurasiatica.

L’Unione Europea deve continuare a impegnarsi nel sostenere le fragili democrazie orientali.

  • L’UE deve impegnarsi nello sviluppo di una nuova serie di incentivi, nonché nel rafforzamento del contenuto del Partenariato Orientale, offrendo nel contempo chiare prospettive di maggiore integrazione ai paesi EaP che desiderano impegnarsi nei confronti dell’Unione Europea e agire di conseguenza.
  • L’Unione Europea deve essere maggiormente coinvolta nella ricerca di risoluzioni ai conflitti prolungati nei paesi del Partenariato Orientale (Transnistria, Nagorno-Karabakh, Ossezia del Sud e Abkhazia), che costituiscono la causa dell’instabilità politica a lungo termine e impediscono l’implementazione di riforme democratiche di primaria importanza.
  • L’organo parlamentare del Partenariato Orientale (l’Assemblea parlamentare Euronest) deve superare le limitazioni causate dalla sua stessa struttura e dalla frequenza delle proprie riunioni, così come da discussioni più rivolte questioni nazionali che a quelle di ispirazione ideologica. In questo senso, l’istituzione di gruppi politici definiti all’interno dell’Euronest e una maggiore visibilità delle sue sedute rafforzeranno il sentimento di cotitolarità da parte dei paesi del Partenariato Orientale e renderanno gli impegni presi più vincolanti.
  • Occorre che l’Unione Europea sviluppi un approccio più a lungo termine alla sua strategia sui rapporti con i paesi orientali. Ciò significa anche porre maggiormente l’accento sullo sviluppo di una società civile che assiste le generazioni più giovani mediante programmi mirati, nonché introdurre una politica dei visti più liberale.

Offrire una nuova visione del Mediterraneo

Le due sponde del Mediterraneo condividono lo stesso destino. La regione offre straordinarie opportunità, ma pone anche numerose sfide. Di conseguenza, merita un’attenzione particolare.

L’Unione Europea deve avere una visione concreta di questa regione e proporre nuove strategie per i paesi del Mediterraneo meridionale. Tale strategia deve includere il lancio di proposte per l’Unione del Mediterraneo e la determinazione delle strategie per superare i limiti dell’approccio burocratico, tecnico e vago dell’attuale Politica Europea di Vicinato per il Sud.

Pur non essendo stata in grado di prevedere le ribellioni avvenute nei paesi arabi, ora l’UE ha il dovere di sostenere attivamente gli sviluppi democratici in quell’area. Solo la promessa di prosperità comune può raccogliere il supporto del più ampio pubblico della regione. L’obiettivo della creazione di un vicinato prospero, democratico e stabile deve rimanere la priorità massima dell’Unione Europea in tutte le sue interazioni con i paesi del Mediterraneo meridionale.

Anche il Processo di Pace del Medio Oriente deve essere una priorità per la politica dell’Unione Europea dedicata alla regione meridionale. L’Unione Europea deve essere più attiva e più visibile nella sua ricerca di un accordo di pace contribuendo all’implementazione di una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati per Israele e Palestina.

Gli sviluppi recenti nel Mediterraneo Orientale, in particolare in Siria e in Egitto, sottolineano l’importanza di Cipro come pilastro europeo della stabilità nella regione. Alla luce delle importanti scoperte di giacimenti di gas e petrolio nel Mediterraneo Orientale, Cipro svolge anche un ruolo centrale nel sostenere la sicurezza energetica dell’Unione Europea. Da tali sviluppi appare evidente la necessità di un accordo onnicomprensivo della questione di Cipro, fondato sulle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e sui principi sui quali la stessa Unione Europea ha posto le sue basi. Pertanto, la Turchia dovrebbe prendere tutte le misure necessarie, incluso il ritiro dei militari, al fine di scongiurare qualsiasi forma di minaccia o azione contro uno Stato Membro o fonte di attrito o azioni, tali da ledere i rapporti di buon vicinato e la risoluzione pacifica delle controversie: implementazione del Protocollo di Ankara, restituzione di Famagosta ai legittimi abitanti, rispetto dei diritti sovrani degli Stati Membri dell’UE di esplorare e sfruttare le proprie risorse naturali in conformità al diritto internazionale, inclusa la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

Un ruolo di primo piano per l’Europa in un mondo che cambia nell’era della globalizzazione

Nel contesto della competizione a livello globale e delle minacce internazionali, nonché in un’epoca in cui l’America pone un accento sempre più forte su altre regioni del mondo, l’Europa ha oggi una responsabilità più grande che mai dalla Seconda Guerra Mondiale circa la propria prosperità e sicurezza. Di conseguenza, deve essere più attiva nella promozione e nella protezione degli interessi dei suoi cittadini. L’UE riuscirà in questo intento solo impegnandosi in partnership strategiche e mettendo a punto una nuova strategia europea in materia di sicurezza.

Una forte partnership Unione Europea – Stati Uniti

L’Unione Europea deve mantenere e sviluppare un forte partenariato transatlantico con un mercato libero e giusto fondato su valori comuni. Insieme, Unione Europea e Stati Uniti possono assumere la leadership nel mondo per lo sviluppo di strategie volte ad affrontare minacce e sfide a livello globale. Un Partenariato Transatlantico su Commercio e Investimenti (TTIP) dovrebbe essere il primo passo verso un mercato libero transatlantico, il quale dovrebbe evolversi e includere in futuro anche i paesi dell’America Latina.

Il TTIP contribuirà a stimolare la crescita, cosa che porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro e alla prosperità. Agirà anche in favore del rafforzamento dello stato geopolitico della comunità transatlantica. Tuttavia, i negoziati sul TTIP devono anche prendere in considerazione l’importanza della tutela di elementi importanti dell’identità dell’Unione Europea e di standard elevati.

Difesa di libero commercio e mercati aperti

L’Europa rappresenta il 10,6% della popolazione mondiale e il 30,4% del PIL mondiale. Altre regioni del mondo continueranno ad acquisire influenza e potere.

L’esistenza di mercati aperti è un prerequisito per garantire la competitività e lo sviluppo delle imprese europee come leader a livello globale. Il libero commercio e l’accesso ai mercati globali sono due importanti catalizzatori per la creazione di posti di lavoro e crescita e sono fattori decisivi per consentire alle imprese europee di diventare leader a livello globale. Occorre dare un nuovo slancio all’agenda del libero commercio sotto forma di accordi bilaterali e multilaterali, compreso il completamento del ciclo di Doha. I diritti umani e i diritti dei lavoratori, così come le norme in materia ambientale, devono essere incluse in tutti gli accordi commerciali con i nostri partner.

Pertanto, la politica dell’UE sugli scambi commerciali deve essere basata sulla ricerca dell’equilibrio tra i mercati aperti e la necessità di una concorrenza leale, accordi commerciali giusti ed equi e lo sviluppo sostenibile. Occorre abbattere le barriere al commercio, nonché armonizzare gli standard. Dobbiamo opporre resistenza alle tentazioni populiste per un più alto livello di protezionismo, poiché ciò metterebbe in pericolo la prosperità, sia in Europa, sia nel mondo. Un migliore accesso ai mercati per le imprese europee deve essere garantito in tutti i negoziati di tipo commerciale attualmente in corso.

L’America Latina spicca come regione che condivide molti valori e interessi, nonché legami storici e sempre di più economici con l’Unione Europea. Una serie di paesi dell’America Latina sono partner strategici per l’Unione Europea, poiché condividono obiettivi comuni in materia di cambiamenti climatici, sicurezza, governance globale, questioni economiche, sviluppo, istruzione, lotta contro la povertà e la disuguaglianza. L’Unione Europea dovrebbe continuare a incoraggiare e assistere i processi di integrazione e cooperazione nella regione. Inoltre, l’Unione Europea dovrebbe rafforzare il proprio impegno politico ed economico con Messico, Cile, Colombia, Perù e America Centrale e tentare di dare nuovo slancio a un accordo di associazione equilibrato e ambizioso con il MERCOSUR, in modo che si possano creare nuovi posti di lavoro ed opportunita’di crescita per ambo le parti.

La Cina è un partner economico importante e una delle potenze emergenti più grandi nel mondo. Le recenti trattative commerciali avviate al fine di creare un accordo di investimento con la Cina genererà opportunità considerevoli per le imprese europee. Benché limitato nel suo ambito, questo accordo spiana la strada a un nuovo scenario nei nostri rapporti commerciali con le potenze emergenti. Allo stesso tempo, l’Unione Europea deve stabilire standard elevati in materia sanitaria, economica e sociale, ed essere estremamente vigile sui suoi rapporti con la Cina, in particolare in materia di diritti umani.

Rapporti costruttivi con la Russia

Per quanto riguarda la Russia, il pese più grande tra i vicini orientali dell’Unione Europea, è importante sviluppare rapporti stretti al fine di collaborare su questioni di interesse comune come la stabilità al di là dei confini orientali dell’Unione Europea, l’energia, la sicurezza e gli affari internazionali. Allo stesso modo, i nostri rapporti vengono definiti dall’interdipendenza a livello economico, dal crescente traffico transfrontaliero e da radici culturali largamente condivise. Di conseguenza, occorre condurre un dialogo aperto e pratico con la Russia in merito a una serie di questioni importanti.

  • Il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali dovrà continuare ad avere la massima priorità nell’agenda.
  • Vogliamo che la Russia diventi un paese moderno, sotto il profilo politico ed economico. Desideriamo anche sostenere la sua integrazione equilibrata nell’economia europea e internazionale.
  • La profondità e l’ampiezza dei rapporti dell’Unione Europea con la Russia dipendono in larga misura dalla volontà di quest’ultima di adempiere ai suoi obblighi internazionali per mantenere gli standard democratici e lo stato di diritto, ma anche dai suoi obblighi economici verso le regole commerciali stabilite dall’OMC.
  • Ci impegniamo a fondo per un nuovo accordo di partenariato tra l’Unione Europea e la Russia, per un’intensificazione della cooperazione tra le rispettive società civili, per una revisione delle normative in materia di visti alla luce dello sviluppo delle relazioni UE-Russia, in particolare per gli operatori commerciali, gli scienziati e gli studenti, nonché per l’intensificazione della cooperazione in questioni che riguardano la regione del Mar Baltico, così come per una più stretta cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza.
  • In merito alle preoccupazioni circa i paesi coinvolti dal Partenariato Orientale dell’Unione Europea, chiediamo alla Russia di cooperare con l’Unione Europea. La presenza di paesi vicini stabili e di successo sono un interesse sia per l’Unione Europea, sia per la Russia.

Promozione dei diritti umani e lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo

L’Unione Europea dovrebbe riformare e migliorare la sua politica di sviluppo al fine di accrescere la sua efficacia e la sua credibilità. Questa nuova politica deve porre le sue basi sui principi di sussidiarietà e di economia sociale di mercato. Al settore privato e alla società civile deve essere interamente riconosciuto il ruolo di partner nello sviluppo assieme ai governi.

I diritti umani e la lotta alla povertà sono fattori centrali nella politica di sviluppo. L’Unione Europea e gli Stati Membri dovrebbero approfondire la loro coordinazione nella pianificazione, nel controllo e nella valutazione dei progetti di sviluppo. Il rafforzamento della credibilità e della trasparenza nelle istituzioni di governo è indispensabile per lo stato di diritto e per la creazione di prosperità nei paesi in via di sviluppo. Tutto ciò potrà essere raggiunto al meglio autorizzando la società civile ad assistere nella realizzazione delle istituzioni. Attenzione particolare dovrebbe essere prestata all’istruzione, poiché questa pone le fondamenta per la crescita sostenibile e inclusiva. Occorre supportare la proprietà, le PMI e il settore privato in genere. La democrazia e i diritti umani sono le fondamenta che stanno alla base dello sviluppo e della buona governance.

L’Unione Europea deve promuovere, difendere e tutelare i diritti delle donne e dei bambini, in particolare nelle zone e nei paesi i nei quali ci sono stati o sono ancora in corso conflitti. L’Unione Europea deve lottare contro la violenza sulle donne e sulle ragazze e contrastare l’alto tasso di mortalità materna. Occorre che l’Unione Europea trasmetta le sue competenze condividendo le migliori pratiche e conferendo maggior potere alle donne. La collaborazione con le ONG che promuovono l’autonomia delle donne nei paesi più poveri deve essere potenziata, per il bene dello sviluppo in questi paesi.

Negli anni e venire la sicurezza alimentare globale, l’accesso alle risorse alimentari e la stabilità dei prezzi degli alimenti costituiscono sfide sia per i paesi sviluppati, sia per i paesi meno sviluppati. A causa dell’aumento della popolazione mondiale, la richiesta di prodotti alimentari aumenterà drasticamente, mentre un rapido processo di urbanizzazione e i cambiamenti climatici causeranno la riduzione delle risorse disponibili. Questi squilibri costituiranno una minaccia di rinnovata carestia, ma offriranno anche l’opportunità per aumentare l’occupazione e il reddito nelle aree rurali del pianeta. Di conseguenza, occorre che le politiche di sviluppo promuovano lo sviluppo rurale e la produzione agricola. Allo stesso tempo, occorre anche che le Politiche Agricole Comuni dell’Unione Europea siano riformate alla luce di nuove possibili carenze senza fare ricorso al protezionismo o al dumping.

La povertà non è solo una questione di reddito ma anche, e in misura più importante, la negazione della possibilità di vivere una vita dignitosa godendo delle libertà e dei diritti fondamentali dell’uomo. Gli Stati Membri dell’Unione Europea e la stessa Unione Europea dovrebbero mantener fede alle loro promesse come sancite nella Dichiarazione del Millennio e destinare lo 0,7% del PIL allo sviluppo di aiuti al fine di combattere la povertà nel mondo. L’UE dovrebbe inoltre contribuire ad un ambizioso programma di controllo degli attuali obiettivi di sviluppo del Millennio.

Una più efficace politica di difesa europea

Abbiamo bisogno di ridare vigore a una politica europea in materia di difesa che sia degna di tale nome. In un ambiente strategico in rapido mutamento, l’Europa si trova a dover rispondere a vecchie minacce e a nuovi rischi. I nostri alleati americani ci stanno dicendo con molta chiarezza che dobbiamo assumerci la responsabilità di farci carico della nostra stessa sicurezza nel vicinato dell’UE. Gli Stati Membri continuano peraltro ad effettuare riduzioni non coordinate della spesa per la difesa, mostrandosi recalcitranti nello sfruttare le potenzialità del Trattato di Lisbona per compiere seri progressi nella creazione di una strategia di difesa comune.

  • Nei prossimi cinque anni, l’Unione Europea dovrà compiere sforzi ben più seri per raggruppare e distribuire le capacità di difesa degli Stati Membri.
  • Nel breve periodo, dovrà passare in rassegna le capacità nazionali ed elaborare con urgenza nuovi metodi atti a mettere in relazione personale e strutture civili e militari.
  • Nel medio termine, l’UE dovrà istituire un quartier generale strategico militare e civile e varare un Libro bianco sulla sicurezza e la difesa che definisca i nostri interessi e stabilisca priorità e obiettivi in materia di sicurezza. Questo contribuirà a mettere a disposizione un personale civile e militare più numeroso e meglio attrezzato al servizio delle missioni sotto l’egida della Politica di Sicurezza e di Difesa Comune.
  • Nel lungo periodo, dovranno tenersi a cadenza regolare sessioni ufficiali del Consiglio sul tema della difesa europea, e dovremo dotarci di una solida base industriale europea per la difesa, nonché della tecnologia e di forze di rapido intervento sotto il comando UE.

Tutto ciò contribuirà a mettere l’Unione Europea in condizione di fornire un servizio di sicurezza regionale e nel contempo a farne un solido pilastro europeo dell’Alleanza atlantica.

La partecipazione dell’Unione Europea nella prevenzione della crisi internazionale, nel supporto alla democrazia nel mondo, nella lotta al terrorismo e l’impegno mirato alla risoluzione di conflitti internazionali devono costituire gli elementi centrali della Politica Estera Europea del futuro. Occorre che la Politica di Sicurezza e di Difesa Comune ponga le sue basi su una diplomazia convincente, una base economica solida e forze armate adeguate. Ciò comporta la creazione di nuovi strumenti, come l’istituzione di un quartier generale militare e civile operativo permanente per una migliore coordinazione, pianificazione e conduzione delle operazioni, così come per un miglior approvvigionamento di attrezzature attraverso l’Agenzia Europea per la Difesa. Ciò richiede anche che l’Unione Europea esprima immediatamente la volontà politica di sfruttare l’intera serie di strutture esistenti, nello specifico dei Gruppi Tattici.

L’unico modo per ottenere tutto ciò è lo sviluppo delle capacità militari europee attraverso soluzioni efficaci dal punto di vista dei costi raggruppando e condividendo le risorse. In altre parole, occorre realizzare un settore di sicurezza e difesa dell’Unione Europea più competitivo e più efficiente.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea che desiderano cooperare più da vicino devono sfruttare appieno i provvedimenti del Trattato di Lisbona mirati alla creazione della Cooperazione Strutturata Permanente, alla quale non tutti gli Stati Membri devono prendere parte. Inoltre, il mercato della difesa deve essere integrato nel Mercato Unico.