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Risoluzione del PPE sul 10° anniversario del partenariato orientale e sul suo futuro

Risoluzione adottata al Congresso del PPE, Zagabria (Croazia), 20-21 novembre 2019

Considerato che:

  1. la politica di allargamento ha dimostrato l’enorme potere di trasformazione dell’UE, confermato dal passaggio riuscito dei paesi dell’Europa centrale e orientale da economie regolamentate post-totalitarie a democrazie di stampo europeo ed economie sociali di mercato grazie al processo di integrazione nell’UE;
  2. questo potere di trasformazione, ottenuto attraverso l’allargamento, dovrà essere utilizzato anche nei Balcani occidentali, nonché nei paesi del partenariato orientale che desiderino aderire all’Unione europea;
  3. quest’anno si celebrerà il 10° anniversario del partenariato orientale (PO), varato nel 2009 nell’ambito della politica europea di vicinato e che, in questi dieci anni, si è rivelato uno strumento efficace per offrire ai paesi aderenti un supporto mirato, ispirato al principio del “more for more and less for less”, nell’implementazione delle riforme europee;
  4. nella sua Risoluzione su Ucraina, Georgia e Moldova, adottata durante il congresso del PPE di Helsinki del 7-8 novembre 2018, il PPE ha ribadito il suo inequivocabile sostegno a una prospettiva europea per i paesi del PO che abbiano sottoscritto accordi di associazione con l’UE, a fronte di progressi sull’attuazione delle riforme europee;
  5. i paesi del PO, specialmente quelli che stanno dimostrando la propria volontà di aderire all’Unione europea, continuano a ricevere minacce ibride aggressive da parte del Cremlino, che mira a mantenerli sotto la propria sfera di influenza, bloccare il loro processo di integrazione europea e impedire loro di diventare paesi europei di successo.

È per questa ragione che il congresso del PPE:

  1. dichiara che la politica del PO è una delle priorità strategiche del PPE per i prossimi dieci anni e di essere pronto ad approfondire proposte ambiziose e concrete per la revisione di tale politica, che offrirebbe l’opportunità di stabilire obiettivi e traguardi politici per il prossimo decennio e metodi per rafforzare i rapporti con il trio associato dell’UE, ovvero Ucraina, Moldova e Georgia, che continuano il loro ambizioso percorso sulla strada dell’integrazione europea sulla base del principio di differenziazione del “more for more and less for less”, spingendo così gli altri tre paesi del PO ad andare avanti con i loro programmi di riforme;
  2. ribadisce il suo fermo sostegno all’integrità e alla sovranità territoriali dell’Ucraina, della Georgia e della Moldova, condanna l’occupazione delle regioni georgiane dell’Abcasia e dell’Ossezia del sud (regione di Tskhinvali), nonché dei territori ucraini nella regione del Donbass, sottolineando che non riconoscerà mai l’illegittima annessione della Crimea da parte della Russia e ribadendo che le sanzioni dell’UE nei confronti della stessa Russia continueranno fino al ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina;
  3. plaude ai progressi compiuti finora grazie alla politica del PO, in special modo in Ucraina, Moldova e Georgia (il trio associato dell’UE) sfociati nella conclusione degli accordi di associazione e degli accordi di libero scambio globale e approfondito, con ambiziosi piani di riforme e l’avvio di regimi di esenzione del visto;
  4. ricorda che nei paesi del trio associato esiste un vasto e costante sostegno pubblico all’integrazione europea e ritiene che l’UE dovrebbe inviare un segnale forte e incoraggiante alle società dei paesi del trio associato, per ribadire che l’UE resta determinata ad approfondire ulteriormente l’associazione politica e l’integrazione economica con l’Ucraina, la Georgia e la Moldova e che le porte dell’UE sono aperte per accogliere questi paesi, una volta che abbiano soddisfatto i criteri per l’adesione, così da rafforzare ulteriormente il supporto pubblico per delle riforme gravose;
  5. sottolinea come, al fine di avvalersi dello slancio del PO, l’UE debba compiere passi avanti e attuare una strategia differenziata dal punto di vista qualitativo della politica del partenariato orientale attraverso l’introduzione di uno strumento aggiuntivo, una nuova iniziativa faro, la strategia trio 2030, una strategia a lungo termine nei confronti dei paesi del trio associato che rappresenterebbe un potente strumento di potere morbido volto a consolidare le istituzioni democratiche e i valori comuni e a dare impulso al programma di riforme in questi paesi, strategia che resterebbe in vigore fino al 2030;
  6. propone che la strategia trio 2030 comprenda strumenti UE concreti e ad hoc in grado di promuovere il principio del “more for more and less for less” e di rafforzare e approfondire ulteriormente la cooperazione dell’UE con i paesi del trio associato, così da agevolare ulteriormente l’attuazione delle riforme e rafforzare l’impegno di questi paesi nei confronti di valori e principi condivisi, come la democrazia, lo stato di diritto, la lotta alla corruzione, una magistratura forte e indipendente che non sia utilizzata contro gli avversari politici, il rispetto per i diritti umani, il buon governo e il rispetto delle raccomandazioni dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo (ODIHR) dell’OSCE in materia di elezioni libere ed eque; tale iniziativa, inoltre, permetterebbe anche di dimostrare con chiarezza i benefici di questo percorso agli altri paesi del PO;
  7. sottolinea che l’UE, ricorrendo al potere morbido, potrebbe inviare un potente segnale ai cittadini del proprio vicinato non solo chiedendo sempre maggiori riforme sistemiche complesse, ma anche attuando la nuova iniziativa faro, la strategia trio 2030, aprendo così gradualmente ai paesi del trio associato le porte di una maggiore integrazione;
  8. suggerisce che la nuova iniziativa faro potrebbe basarsi su tre elementi principali:
  • un trattamento differenziato del trio associato, che comporterà la creazione di ulteriori nuovi strumenti da parte dell’UE, come programmi di riforme e di investimenti, strumenti di screening e istituzioni facilitatrici, quali i gruppi di sostegno per i tre paesi del trio associato, al fine di aiutarli a portare avanti l’associazione politica e l’integrazione economica con l’UE;
  • la creazione del processo del trio europeo, che istituirà strumenti per una più profonda integrazione tra l’UE e i paesi del trio associato e che sarà basato sull’analogia con il “processo di Berlino”, progetto di successo avviato nel 2014 che ha creato una coalizione di stati membri UE con posizioni affini e che ha fornito un impulso decisivo al processo di integrazione per i Balcani occidentali;
  • il calendario fino al 2030: il processo del trio europeo sarà guidato dalle istituzioni dell’UE e da una coalizione di paesi con posizioni affini per la strategia trio 2030. La coalizione sarà formata dai paesi che condividono particolari interessi nella promozione della dimensione del partenariato orientale e del suo successo e che avranno, a rotazione, la presidenza del consiglio dal 2020 al 2030 (per esempio: Croazia e Germania, 2020; Repubblica Ceca e Francia, 2022; Svezia, 2023; Polonia, 2025; Lituania, 2027; Lettonia, 2028);
  1. ritiene che il processo del trio europeo permetterà anche di spingere la comunità internazionale, l’UE e i partner del G7, i donatori internazionali e le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) a partecipare a questo ambizioso progetto;
  2. sottolinea come l’agenda per il processo del trio europeo debba essere diretta attraverso incontri regolari dei leader e sostenuta da strumenti e quadri di cooperazione simili a quelli usati dal “processo di Berlino” nei Balcani occidentali, come l’agenda per la connettività per l’accesso al mercato interno dell’energia, dei trasporti e del digitale dell’Unione europea, un “Meccanismo per collegare l’Europa” esteso o la lista dei grandi progetti di infrastruttura; sottolinea inoltre come tale agenda debba essere sostenuta da nuove forme di cooperazione, come la piattaforma per gli investimenti per l’associazione all’UE, la cooperazione dei consigli nazionali per gli investimenti del trio associato, una migliore assistenza tecnica in grado di accrescere la capacità di gestione degli investimenti pubblici, ecc.;
  3. invita le istituzioni europee e i paesi del trio associato a prendere in considerazione la proposta del Congresso del PPE sulla creazione della strategia trio 2030 in vista della sua adozione in occasione del prossimo vertice del PO, nel 2020;
  4. ribadisce che il costante successo del PO, con l’inclusione del processo del trio europeo e l’aggiunta della strategia trio 2030, sarà cruciale sia per i paesi del partenariato orientale sia per l’UE, in quanto si tratta della migliore base per la creazione di un’Europa che sia “unita, libera e in pace”, ed è inoltre parte della strategia a lungo termine dell’UE nei confronti della Russia. Allo stesso modo, con la forza dell’esempio, le storie di successo del trio associato daranno anche ai cittadini russi la speranza che un cambiamento positivo sia possibile anche nel loro paese. Promuovendo la pace, questa storia di successo eliminerà le linee che ancora separano la regione del PO dal resto dell’UE.